Rimangono pochi giorni per ammirare i 70 modelli che rappresentano i 70 anni di storia della Vespa in mostra al Museo Nicolis di Villafranca (VR). Si chiude infatti il 30 ottobre l’esposizione che racconta il mito della Vespa Piaggio dalle origini fino agli ultimi modelli. Dei 70 in mostra, 60 provengono dal Registro Storico Vespa: una collezione tra le più importanti, complete e con pezzi unici, perché la Vespa venne prodotta anche in versioni e modelli quasi sconosciuti al grande pubblico.

Si possono ammirare la Vespa 98 del 1946 e la 125 del 1951; le sportive come la 98 da corsa del 1947 e la 125 Sport 6 Giorni; le 125 per la grande produzione (dal 1958)  e le Vespa a scocca piccola, come la 50 Special del 1969. Non mancano i Vespa Sidecar; le Gran Turismo 150, le Vespa prodotte all’estero, le versioni militari, i Trattorini Vespa, esemplari di Ape e le Vespa 400, piccole vetture a quattroruote.

Un grande affresco dell’icona del marchio Piaggio arricchito da un allestimento che include slogan e locandine pubblicitarie, immagini e film nei quali comparivano i singoli modelli perché – come ha ricordato la Presidente del Museo Silvia Nicolis – “la Vespa rappresenta la rinascita dopo la guerra e i cambiamenti della società ma porta con sé milioni di storie condivise da ogni generazione: i pomeriggi dopo la scuola, i concerti, gli amori adolescenziali, l’uscita di casa. E’ un concentrato del made in Italy: ingegno italiano, valori positivi, umani e la capacità, con poche risorse, di catturare la fantasia del mondo”.

E per gli appassionati tra le 7 collezioni del Museo Nicolis che attirano, ogni anno, 30mila visitatori da tutti il mondo, un pezzo introvabile: lo Skootamota ABC del 1919, il padre di tutti gli scooter, che si trovava nelle cantine del Conte Carlo Felice Trossi a Biella, quando gli ingegneri Piaggio progettarono Paperino, il primo prototipo Vespa.

 

MM

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