L’industria automobilistica ha dimostrato di saper rispondere efficacemente agli obiettivi europei che imponevano una riduzione dell’impatto ambientale. Come segnala Il Corriere della Sera, il limite di 130 grammi di CO2 per chilometro fissato dall’Ue per il 2015 per le nuove vetture è stato raggiunto con un anno di anticipo, con una media di 123,4 grammi per auto venduta. Ora lo sguardo è già al 2021, anno in cui le emissioni dovranno scendere al di sotto dei 95 grammi. La tecnologia green sta dando i suoi frutti, sebbene siano in molti a ricordare che le emissioni saranno zero, solo quando l’energia utilizzata per ricaricare le batterie sarà rinnovabile. Tuttavia, ciò non accade con le auto elettriche, dal momento che, stando ai dati della Banca Mondiale, il 41 percento dell’energia prodotta è derivante dal carbone. Fa ben sperare, invece, il successo delle auto ad idrogeno commercializzate in Giappone da Toyota e Hyndai, rispettivamente la Mirai e la ix35 Fuel Cell, il cui motore elettrico si alimenta esclusivamente con l’idrogeno ricavato dall’acqua, unica soluzione per eliminare le emissioni. Nel caso della Mirai, la produzione non riesce a far fronte all’enorme richiesta, complice anche un prezzo non elevatissimo intorno ai 45 mila euro.

Chiara Ingrosso

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