Quando si parla di Modena, si spiega l’essenza di una città dei motori. Non solo. Quando si parla di Emilia Romagna, si intende un territorio ricco di tradizione, innovazione e passione per i motori al punto di meritarsi l’etichetta di motor valley italiana. Ed è proprio partendo da queste considerazioni che stamane, dalle ore 9, presso il Tecnopolo di via Vivarelli di Modena, è in corso il convegno “L’Emilia dei motori. Un modello per la crescita”, organizzato da Confindustria Modena con Camera di Commercio, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Fondazione Democenter. Un incontro che intende non solo ribadire la preziosità del patrimonio motoristico che proprio in Emilia affonda le radici (è sufficiente citare Ferrari, Lamborghini, Maserati), ma soprattutto ricordare l’enorme virtù che questo rappresenta in un momento di necessità di rilancio dell’economia del Paese. A testimonianza di ciò, la presentazione in anteprima della ricerca sull’automotive realizzata da Alix Partners, che chiarifica e confronta, dati alla mano, il valore reale e potenziale di ogni declinazione della produzione motoristica emiliana. Lo studio informa,  ad esempio, su  quali sono i profili tecnici più richiesti dalle aziende, su come aumentare la disponibilità di risorse qualificate e favorire l’attrazione di finanziamenti pubblici e privati a sostegno dello sviluppo, o su come semplificare la collaborazione tra imprese e università. Sulla base di queste informazioni, gli organizzatori del convegno intendono lanciare un progetto di sistema che confermi e valorizzi l’Emilia Romagna e Modena come  polo di sviluppo di eccellenza dell’industria automobilistica e dell’indotto. Un dato per rendere l’idea: nel 2013 il settore automotive modenese ha prodotto complessivamente un fatturato di 7,3 miliardi di euro. Un  fatto ancor più significativo se si tiene conto dei recenti investimenti pubblici e privati in ricerca e alta formazione.
“Per Modena l’automotive è un settore cruciale, perché proprio nel nostro territorio c’è il cuore di un distretto emiliano d’eccellenza, che ha un indotto straordinario ed è decisivo per l’occupazione” sottolinea il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. “Siamo impegnati a rafforzare il legame con l’Università, in particolare con la Facoltà di Ingegneria, non a caso dedicata ad Enzo Ferrari, perché desideriamo cimentarci in nuove sfide, senza limitarci a riproporre vecchi modelli, ed essere promotori di nuove tecnologie. Porteremo avanti questa tradizione coniugandola con le risposte richieste dai nuovi stimoli di mercato e di un mondo che cambia, e lo fa in fretta”conclude il sindaco.

Chiara Ingrosso

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