Bari, Anni Cinquanta. Qui, a metà tra i profumi del mare e le tradizioni della Città Vecchia, si svolgevano due prestigiose competizioni motoristiche, due storie di sud, motori, sport e passione.


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La prima, che correva su due ruote, era il Giro dei Tre Mari, la manifestazione agonistica lunga una settimana organizzata da Piaggio che, dal 1952 al 1956, vedeva protagonista la Vespa e decine di piloti che si sfidavano tra Adriatico, Jonio e Tirreno, toccando Puglia, Calabria e Campania (e a volte perfino Liguria) a bordo di quello che sarebbe diventato un Mito tutto italiano

 

 

 

 

bari 4La seconda, una gara prestigiosa su quattro ruote, ad alta velocità e con straordinaria partecipazione. Era il Gran Premio di Bari, che si disputò tra il 1947 e il 1956, e fu uno degli eventi più attesi del Secondo dopoguerra. Per assistervi, era necessario un biglietto che poteva costare più di uno stipendio medio dell’epoca. Sul tracciato che si snodava tra le strade urbane e intorno ai padiglioni della Fiera del Levante, si sfidavano piloti come Tazio Nuvolari, Achille Varzi, Alberto Ascari e Clemente Biondetti.

 

Oggi, quelle storie in bianco e nero hanno ripreso ad avere colori vivi. Da ormai dodici anni, il Giro dei Tre Mari è tornato a vivere in versione non agonistica grazie al Vespa Club di Bari e al Moto Club Peperosso di Lecce. “Non potevamo lasciare che una storia così finisse per essere dimenticata” racconta Maurizio De Pasquale, presidente del club barese. “Quando abbiamo esordito con la prima edizione, contavamo appena 40 partecipanti e il nostro obiettivo era principalmente promuovere il mototurismo. Unica regola: possedere una Vespa o uno scooter con cambio meccanico a manubrio”. In dodici edizioni, la manifestazione (che si svolge a partire da ogni 2 di giugno) ha dato i suoi frutti: Il Giro dei Tre Mari è passato dai 40 partecipanti del 2003 ai 260 del 2015, stimolando curiosità all’estero e coinvolgendo appassionati tedeschi, inglesi e francesi, oltre che italiani, dalla Lombardia alla Sicilia. A testimonianza che la competizione è passione per il marchio, ma anche di voglia di condividere uno stile di vita, fatto di amore per il viaggio low-cost sulle due ruote. L’iscrizione al Giro è aperta anche al marchio Lambretta e quest’anno sarà patrocinata da Città dei Motori.

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E’ l’Old Cars Club di Bari, federato Asi, a far rivivere il Gran Premio di Formula Uno di Bari. La rievocazione, che si tiene dal 2010 con cadenza biennale, è un evento che coinvolge collezionisti da ogni parte del Paese e che ha visto sfilare le vetture originali dei grandi piloti e i modelli esclusivi del Museo Maserati e del Museo Alfa Romeo di Arese. “Intorno al percorso che si articola tra le vie del centro storico – racconta Dario Catalano, presidente del Club – si tengono una serie di iniziative collaterali che addensano il programma. Dall’istituzione di una borsa di studio presso l’Accademia delle Belle Arti di Bari, all’esposizione delle opere a tema Gran Premio realizzate da artisti locali e non. Dagli shooting fotografici e le sfilate di moda, alla ristampa e alla distribuzione di un libro sul la storia dell’automobilismo pugliese, fino alla mostra che raccoglie i documenti storici del Gp”.  L’ultima edizione manifestazione ha coinvolto 60 mila spettatori, fungendo da calamita per gli appassionati che, in quei giorni, hanno potuto godere delle bellezze e dei sapori del territorio pugliese. Grazie al Giro dei Tre Mari e alla Rievocazione del Gran Premio, lo sport motoristico a Bari torna così ad essere una storia di oggi, restituendo al capoluogo di Puglia tutte le caratteristiche per diventare una Città dei Motori.

Chiara Ingrosso

 

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