Sarà un San Valentino di passione per chi ama auto e moto d’epoca. Da venerdì 12 a domenica 14, al Lingotto Fiere di Torino, si terrà la 34esima edizione di Automotoretrò, il Salone internazionale dedicato al collezionismo motoristico. Tra gli espositori anche Asi, Federazione che dal 1966 riunisce gli automotoclub storici italiani (236 federati e 38 aderenti, da nord a sud del Paese). “Collaboriamo sempre a iniziative che sostengano la cultura motoristica– spiega il Presidente Roberto Loi – e quest’anno saremo a Torino con una novità assoluta”
Ci racconti…
Al nostro stand saranno esposti otto dei veicoli della Collezione Bertone che Asi ha acquisito: la Bertone Rinabout del 1969, la Nsu Trapeze del 1973, la Chevrolet Ramarro del 1984, la Chevrolet Nivola del 1990, la Betone Karisma del 1994, la Lancia Kayak del 1995, la Birusa del 2003, la Barchetta del 2007. Vetture particolari che hanno segnato l’evoluzione nello stile del carrozziere e, più in generale, del design italiano.
Una ricchezza storica, “salvata” ad un’asta lo scorso anno. Dove progettate di collocare ora la collezione?
Al momento devo mantenere delle riserve. Posso anticipare, però, che stiamo lavorando affinché le vetture di Bertone, espressione di un processo culturale italiano, trovino spazio all’interno di un contenitore immobile di alto livello, uno spazio costruito a Torino da uno dei designer più prestigiosi.
Quali le attività di Asi in programma per il 2016?
Tutela dei marchi e la valorizzazione del patrimonio motoristico rappresentano il paradigma della nostra Federazione. Per questo agiamo sempre su due livelli. Uno macro, con eventi e saloni nazionali ed internazionali, e uno micro, a livello locale, sostenendo i raduni dei singoli club. Questi ultimi sono attività a cui teniamo molto, perché creano sinergia e conoscenza in maniera diretta, sensibilizzando direttamente sui territori. L’industria e la cultura del motorismo italiano hanno un valore incommensurabile, soprattutto all’estero. Basti pensare a paesi come Cina e Russia, dove l’auto per eccellenza è quella Made in Italy. Per sono valori da diffondere e tutelare, prima di tutto a casa nostra.
Cosa pensa della rielaborazione delle agevolazioni fiscali per le auto e moto d’epoca sancita dal governo nel 2015?
A distanza di un anno, non si è giunti a nessun vantaggio tangibile per lo Stato. E’ la dimostrazione che si tratta di un provvedimento inutile, in cui le agevolazioni per le auto e moto storiche (ora considerate tali solo dopo il compimento dei 30 anni) sono state pensate senza cognizione di causa, facendo leva sul tempo di immatricolazione, senza una lista ponderata delle vetture. A pagare le conseguenze sono solo i proprietari dei veicoli, che delusi nella passione e nel portafoglio, sono poi costretti a vendere, e i lavoratori di settore, come riparatori, restauratori e lavoratori del turismo. Ma non bisogna demordere. Gli ultimi contatti con Palazzo Chigi hanno dimostrato una certa sensibilità. Attendiamo di sapere in che modo questa disponibilità può tradursi in operatività.
Chiara Ingrosso