Al Museo Stanguellini presentato un libro sul più antico costruttore di automobili di Modena. Francesca Stanguellini “Portiamo avanti una storia e un museo visitato da migliaia di appassionati”.

29 novembre 2022 – Al Museo Stanguellini di Modena è stato presentato ieri il libro dal titolo “Stanguellini, l’altra modenese da corsa” scritto da Daniele Buzzonetti, volume che ripercorre la storia della del più antico nome modenese attivo nel campo delle automobili nato nel 1900 quando Francesco Stanguellini inizia a dedicarsi ai motori, convertendo in officina auto l’attività fondata dal padre Celso nel 1879 per la produzione di timpani da orchestra con accordatura meccanica da lui stesso brevettata.

Già nei primi anni del Novecento Francesco correva con i tricicli a motore e poi con una Ceirano e una Scat, diventando poi il primo rappresentante Fiat a Modena. Nel 1925 la giovane Scuderia Stanguellini acquista notorietà facendo correre e vincere le motociclette modenesi Mignon.e, come ricorda l’autore dell’importante volume, “ha avuto uno spazio importante per oltre 30/40 anni nel campo delle corse automobilistiche in Italia e nel mondo. E dal 1947 quando la Stanguellini già correva e vinceva ma era nata la Ferrari, la squadra e le auto di Vittorio, unico figlio maschio, che aveva ereditato l’azienda del padre a soli 22 anni, batte parecchie volte le auto di un Enzo Ferrari che, nonostante l’amicizia e la stima  con Stanguellini sicuramente non la prendeva bene visto il suo carattere”.  

 
“Sono molto contenta – ha spiegato Francesca Stanguellini – perché il libro è un progetto che la nostra famiglia ha sempre voluto realizzare e che abbiamo deciso di completare per esaudire la volontà di mio papà Francesco (figlio di  Vittorio, scomparso nel 2020, che nel 1996 ha dato vita al museo che ripercorre la storia della casa automobilistica). Il nostro Museo dell’Auto Storica Stanguellini è aperto su prenotazione sempre e qui cerchiamo di portare avanti la storia di un piccolo costruttore modenese che i nostri concittadini ricordano ancora come concessionario anche se l’attività non c’è più e che invece molti appassionati e visitatori che arrivano ogni anno dall’ estero conoscono bene visto che ci sono molte più Stanguellini all’estero che in Italia”.
 
Tra i collezionisti italiani era presente Mario Righini, che ha ricordato che “Stanguellini è un marchio che ha lasciato un segno” e che nella sua collezione all’interno del Castello di Panzano a Castelfranco Emilia “ho un mezzo Stanguellini, esattamente una Formula 3”
Quella di Stanguellini, come racconta il sito del museo – è una storia avventurosa basata sulla passione di Vittorio e il suo straordinario intuito per i motori che trasforma questa passione in una vera e propria attività continuativa dal 1936. Le prime costruzioni furono vetturette Sport 750 e 1100 Sport Nazionale ed anche una 2800, sempre di derivazione Fiat. Nel 1937 venne costituita la prima Squadra Stanguellini che conquista, con Francesco Severi e la sua Maserati 1500 modificata Stanguellini, il primo posto nella 28° Targa Florio. Nel 1938 vince la XII Mille Miglia con la 750 Stanguellini guidata da Giulio Baravelli,  pilota che trionfa anche con la 750 alla Tobruk-Tripoli. Nella Mille Miglia del 1940 le Stanguellini fecero la parte del leone con i primi due posti di classe nella 750 e nella 1100. Dopo la pausa bellica la squadra di Vittorio Stanguellini ricomincia a vincere: nel 1946 il Campionato nazionale assoluto Sport e nel Gran Premio del Belgio. Il 1947 è l’anno d’oro della scuderia: i successi si moltiplicano e questa piccola scuderia batte ripetutamente vetture delle classi superiori e di noti costruttori. Nel 1949 viene costruita la prima testa bialbero per il motore 1100 che permette nel Giro di Sicilia di stabilire un record rimasto imbattuto per anni e negli anni 50 di rafforzare l’immagine delle Stanguellini vincenti sui circuiti italiani ed esteri con la 750 Sport Internazionale e la 750 Corsa compresa la vittoria ottenuta dagli americani Behm-Haas-McArthur alla 12 ore di Sebring nel 1957. 

Un assiduo frequentatore dell’officina Stanguellini, divenuto poi un vero amico di famiglia, è il pilota argentino Juan Manuel Fangio. I suoi suggerimenti e i primi collaudi contribuiscono fortemente all’immediato successo delle Stanguellini Formula Junior 1100, le monoposto della nuova formula addestrativa nazionale, divenuta in poco tempo internazionale.Tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta le Junior modenesi fanno razzia di coppe e trofei collezionando un centinaio di vittorie, tante quante le vetture costruite. I record mondiali di velocità sono un’altra sfida vinta da Vittorio con il Nibbio e il motore Guzzi da cui arrivano 24 primati internazionali e con la Colibrì che conquista nel 1963 sei record mondiali sull’anello di alta velocità di Monza spinta dal monocilindrico Guzzi 250.

A metà degli anni Sessanta Stanguellini abbandona le corse per dedicarsi all’attività di vendita e assistenza nella sua officina, lasciando un’eredità culturale incalcolabile per il mondo automobilistico, e non solo nel campo delle auto da corsa. 

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