Addio a Mauro Forghieri, l’ingegnere che ha scritto la storia Ferrari. Zironi e Muzzarelli: “Protagonista indiscusso e geniale dell’automobilismo sportivo”.

2 novembte 2022 – Si è spento oggi, all’età di 87 anni, l’ingegner Mauro Forghieri, papà della Ferrari 312 T con cui Niki Lauda conquistò il primo mondiale piloti nel 1975 e la 312 T4 di Jody Scheckter, campione del mondo nel 1979 e di Gilles Villeneuve.

“Con la scomparsa dell’ingegner Mauro Forghieri perdiamo tutti un protagonista indiscusso e geniale dell’automobilismo sportivo – ha detto Luigi Zironi, sindaco di Maranello e presidente di Città di Motori – grazie al suo carattere appassionato, sanguigno ed empatico – tanto da guadagnarsi l’affettuoso soprannome di ‘Furia’ – Forghieri è stato uno dei principali artefici dei trionfi Ferrari, in un’epoca che ha segnato per sempre la storia della Formula Uno. La sua disponibilità ad incontrare tifosi e appassionati non è mai venuta meno, e ha sempre mantenuto un contatto diretto con il mondo dei motori e suoi protagonisti. Parlare con l’ingegnere significava avere accesso ad una miniera di aneddoti passati divertenti, curiosi e in alcuni casi drammatici, ma era anche una finestra sul futuro”.

“Per lui – ha sottolineato Zironi – immaginare nuove sfide era una sorta di urgenza, non solo professionale, e la sua visione aveva sempre una prospettiva più ampia del presente. Riusciva a riflettere le sue qualità di leader su tutta la squadra, che guidava con polso fermo e grande carisma, ma anche con la giusta dose di complicità, che negli anni gli ha consentito di creare un rapporto speciale con i suoi uomini. Un legame sincero, fortissimo, vero”.

“Non solo Modena, ma l’intero Paese perde un punto di riferimento, uno straordinario modenese che ha contribuito a fare grandi la Ferrari e il territorio” ha dichiarato il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli che aveva consegnato, il 13 gennaio scorso giorno del suo compleanno, le chiavi della città e la cittadinanza onoraria a un commosso Forghieri che aveva ricordato il suo profondo legame con la città dov’era nato nel 1935: “durante la carriera ho avuto molte occasioni di andare a lavorare all’estero, ma ho sempre rifiutato perché avrebbe significato lasciare Modena. Anche quando mi sposto non perdo occasione di parlare della mia città, che amo profondamente e orgogliosamente, così come la amano tanti modenesi”.

Passione, creatività e spirito di innovazione sono le caratteristiche che meglio definiscono la nostra comunità e che Forghieri ha saputo interpretare in maniera eccezionale – ha messo ancora in evidenza Muzzarelli – diventando, così, un esempio di Modena nel mondo grazie ai successi della Ferrari di cui è stato uno dei principali artefici e uno dei protagonisti più importanti non solo per i risultati e sportivi a cui ha contribuito in maniera decisiva, ma anche per l’incessante ricerca della qualità tecnica e della bellezza estetica abbinate all’obiettivo costante dello sviluppo tecnologico”.

 
Fu Enzo Ferrari in persona nel 1959 a scegliere Forghieri e promuoverlo tre anni dopo a direttore del reparto tecnico per le vetture da corsa di F1 e della categoria Sport prototipi. In questi ruolo, dal 1962 al 1971 e dal 1973 al 1984, ha conquistato con la Scuderia 54 Gran Premi iridati, 4 titoli mondiali piloti e 7 titoli mondiali costruttori introducendo elementi tecnici di novità che hanno segnato la storia dei motori, come l’installazione degli alettoni sui bolidi da pista. Alla fine degli anni Ottanta Forghieri lasciò la Ferrari per approdare prima alla Lamborghini e poi alla Bugatti.
 
MM
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