Scarperia. Il Mugello pronto a festeggiare i 50 anni nel Motomondiale. Ignesti: “Un circuito che è un’attrazione internazionale, tra i più iconici templi dello sport”.
28 aprile 2026 - n occasione del prossimo MotoGP d’Italia del 31 maggio il circuito del Mugello festeggerà il 50esimo anniversario dal proprio esordio nel Motomondiale, avvenuto il 16 maggio 1976, in quel “Gran Premio delle Nazioni” vinto da Barry Sheene. Ma quei 5.245 metri della pista di Scarperia avrebbero ospitato poi l’evento iridato ininterrottamente dal 1991 ad oggi. Cinquant’anni di asfalto, polvere e leggenda incastonati tra le verdi colline toscane dove si sono disputate alcune delle più straordinarie gare di motociclismo con Giacomo Agostini e Phil Read protagonisti di sfide epiche, Michael Doohan dominatore negli anni ’90 e poi i piloti italiani da Valentino Rossi, capace di inanellare sette vittorie consecutive, a Biaggi, Capirossi e Bagnaia.
“Cinquant’anni sono un anniversario prestigioso – ha spiegato il sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti – Il circuito in sé e il Motomondiale sono attrazioni internazionali in grado di dare grande visibilità e il nome Mugello permette di identificare il luogo, la prossimità con Firenze e la regione Toscana per non parlare dell’indotto economico e sociale per tutto il territorio. Ora che la geografia internazionale del motorsport sta cambiando — prosegue Ignesti — continuare a considerare una certezza l’autodromo del Mugello per il GP d’Italia non è semplice né scontato. In virtù di questo saranno necessarie riflessioni adeguate anche da parte delle istituzioni, come accade anche in altri Paesi, perché solo con investimenti oculati, saremo in grado di generare risonanza e un chiaro ritorno anche per il turismo motoristico di cui il Motomondiale è il momento clou della stagione, ma che poi si riverbera sulle altre attività del circuito. E oggi chi si ferma davanti al casco all’ingresso del circuito, per immortalarsi e condividere foto e video, fa lo stesso di chi in altri sport visita il Santiago Bernabeu a Madrid o il Madison Square Garden a New York”.
Acquistato da parte della Ferrari nel 1988, sotto l’egida di Maranello, il circuito si è trasformato in un gioiello tecnologico, un tempio di sicurezza e fascino. E il motto “Al Mugello non si dorme” è diventato il rito di chi, innamorato delle due ruote,ogni anno si riversa su una pista dove le curve hanno nomi che profumano di storia: la San Donato, la Casanova-Savelli e le mitiche Arrabbiate, dove il cuore batte a 350 all’ora e il margine d’errore si assottiglia tra sorpassi impossibili, carene che si sfiorano e ferocia tecnica: un esame di laurea imprescindibile per ogni campione. Tramite i propri social il circuito del Mugello ha svelato in questi giorni una locandina celebrativa per la ricorrenza, in attesa, a breve, delle iniziative studiate ad hoc per rendere ancor più imperdibile il Gran Premio d’Italia 2026.