Museo Nicolis al Vicenza Classic Car Show 2026. Silvia Nicolis: “Occasione di promozione e valorizzazione dell’automobile come patrimonio culturale italiano”.

27 marzo 2026 -​ Dal 27 al 29 marzo, il Museo Nicolis di Villafranca di Verona, tra i gioielli del patrimonio museale delle Città dei Motori, torna protagonista a Vicenza Classic Car Show con un’esposizione scenografica dedicata a un capitolo fondamentale della storia dell’automobile: “Microcar – La rivoluzione in formato ridotto”, un viaggio nell’Europa della ripartenza economica, quando la necessità di muoversi si univa alla creatività progettuale. L’esposizione del Museo Nicolis, ospitata nel Padiglione 7, accompagnerà i visitatori in un percorso tra design,ingegneria e contesto sociale che mette in luce come veicoli di dimensioni ridotte abbiano saputo cambiare il modo di vivere e spostarsi in un continente in piena ricostruzione. L’allestimento include anche una selezione di oggetti d’epoca che evocano lo stile e l’atmosfera di quegli anni, tra cultura pop, innovazione e sperimentazione estetica.

Silvia Nicolis, presidente del Museo Nicolis ha sottolineato che: “Partecipare a Vicenza Classic Car Show è per il nostro museo un’importante occasione di valorizzazione culturale e di dialogo con il pubblico. Con “Microcar. La rivoluzione in formato ridotto” raccontiamo un’epoca in cui l’ingegno progettuale ha trasformato la necessità in innovazione, contribuendo a ridefinire il concetto di mobilità in Europa. Un percorso che conferma il nostro impegno nel promuovere l’automobile come patrimonio culturale, capace di leggere il passato e interpretare il presente”.

I protagonisti scelti dal museo sono quattro modelli emblematici, ciascuno con la sua storia e personalità, che incarnano lo spirito di un’epoca in cui l’esigenza di spostarsi con poco ha incontrato l’inventiva dei progettisti europei. Si parte con la BMW Isetta 300 (1957) un’icona di design industriale, con la sua celebre portiera frontale che si apre come un frigorifero, questo “ovetto su ruote” nata in Italia nel 1953 venne poi prodotta con grande successo in Germania. Mival Mivalino 175 (1956) è una delle microvetture più curiose e ingegnose del dopoguerra europeo: a metà tra motocicletta e automobile, nasce negli anni Cinquanta, prodotto in Italia, a Gardone Val Trompia, su licenza della tedesca Messerschmitt, il Mivalino fu per molti il primo passo verso la mobilità individuale e, curiosità,  è anche l’auto guidata dal celebre Cugino Itt nella serie cult La Famiglia Addams. La Fiat 600D coupé Viotti (1965) è il simbolo della rinascita italiana e incarna il sogno di mobilità degli anni del boom economico. Presentata nel 1955 al Geneva Motor Show e progettata da Dante Giacosa, ha il motore posteriore raffreddato ad acqua e una sorprendente abitabilità per quattro persone e l’esemplare conservato dal Museo Nicolis ha una storia singolare: per anni fu l’auto di un convento di suore, prima di essere ritrovata e riportata all’antico splendore. Infine Piaggio Vespa Sidecar (1953) che trasforma la celebre Vespa in un piccolo miracolo di mobilità condivisa, la soluzione perfetta per una micro-famiglia su tre ruote e progettata dall’ingegnere aeronautico e inventore delle Vespa Corradino D’Ascanio: una leggenda su tre ruote, simbolo di stile e creatività italiana.

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