20 anni dalla scomparsa di Gianni Agnelli. Sindaco Lorusso “Uno dei più grandi torinesi di tutti i tempi”.
24 gennaio 2023 – E’ stato l’icona dell’industria italiana nel mondo per più di 50 anni. Quelli al comando della Fiat di cui ha guidato alcuni passi storici negli anni ’70 come l’apertura di una fabbrica auto a Togliattigrad nell’allora Unione Sovietica o l’ingresso di capitali stranieri, nello specifico libici, nel gruppo torinese. In Fiat Gianni Agnelli era entrato nel dopoguerra come vicepresidente di Vittorio Valletta, che aveva avviato la produzione di modelli di auto popolari e la motorizzazione di massa nel nostro Paese. Diventato amministratore delegato nel 1963 e presidente nel 1966, Agnelli si è affermato, per capacità imprenditoriale e carisma personale, come simbolo del capitalismo italiano e di un’azienda che diventa il più grande gruppo automobilistico nazionale con l’acquisizione di marchi come Lancia, Alfa Romeo e dell’azienda simbolo internazionale del made in Italy motoristico, la Ferrari, che ne impreziosisce la dimensione mondiale già conquistata con l’espansione industriale fuori dai confini nazionali.
Gianni Agnelli scompare a 81 anni, il 24 gennaio 2003. Esattamente 20 anni dopo, tra tanti messaggi, istituzionali e non, che ricordano in Italia e nel mondo la figura e la storia di Gianni Agnelli, c’è quello del sindaco di Torino Stefano Lo Russo che celebra “una personalità di spicco della scena industriale internazionale, per i ruoli ricoperti in Fiat; della politica, che lo ha visto diventare senatore a vita nel 1991; dello sport di cui l’Avvocato ha rappresentato una figura chiave nell’Italia del secolo scorso. La forza della sua figura e i suoi rapporti internazionali hanno rappresentato una risorsa per la città in molte occasioni: decisiva è stata la sua collaborazione nel processo che ha portato a Torino le Olimpiadi invernali del 2006. Il coraggio, la determinazione e l’ostinata volontà di capire dove andava il mondo sono le grandi qualità che Gianni Agnelli possedeva e che tanto hanno influito nella vita di uno dei più grandi torinesi di tutti i tempi e sono state preziose anche per la vita della nostra città”.