Luigi Zironi, sindaco di Maranello e presidente Città dei Motori

“Quello che farà la differenza, sarà la cura del dettaglio e la capacità di coinvolgere le imprese del settore, i collezionisti, i club, gli albergatori e chi si occupa di sicurezza e comunicazione. Il Piano nazionale del turismo motoristico è un progetto che può contare su un’ampia platea di appassionati e potenziali turisti, italiani e stranieri, e su una rete di alleanze che rappresenta l’eccellenza in molti settori, a cominciare da quello trainante del Made in Italy dei motori. La Carta del turismo motoristico è una sfida al servizio dei territori e dell’intero Paese, importante fare rete per sfruttare al meglio le potenzialità che il nostro Paese con le sue eccellenze, in questo caso motoristiche, può offrire. I firmatari daranno corpo alla “fabbrica del turismo motoristico, formata da soggetti pubblici e privati. Obiettivo: censire l’offerta, focalizzare le caratteristiche della domanda, creare nuove opportunità per rendere ancora più attraenti e accattivanti i nostri territori. Dunque, una messa a sistema anche a livello locale che si tradurrà nella formalizzazione di un organismo permanente, la Consulta, che si attiverà per creare pacchetti di offerta declinati a livello territoriale (musei, competizioni, raduni, e cc.). Si tratta di “turismo del tempo libero”, ma c’è anche il turismo-business. Per questo dobbiamo accordare maggior cura dei dettagli e coinvolgere i privati. Il Piano del turismo motoristico che abbiamo elaborato mira a dar maggiore visibilità agli eventi (Giornata del turismo motoristico nazionale, Anniversari) con un occhio alla platea internazionale, proponendo percorsi e itinerari personalizzati, dove il motore faccia da collante. La platea internazionale è la cifra che caratterizza tutto questo settore. Ma c’è anche la volontà di individuare altri elementi che possono costituire punti di interesse per il turismo nazionale”.

Roberto Di Vincenzo, presidente Isnart, Istituto nazionale ricerche turismo

“Le 31 città che formano l’associazione Città dei motori coinvolgono quasi 6 milioni di presenze turistiche, l’1,4% del turismo nazionale. In generale la dimensione sportiva delle vacanze ha coinvolto il 32% dei turisti
e si segnala una crescita dell’interesse. Città dei motori e Isnart hanno di recente sottoscritto un protocollo d’intesa per sviluppare un osservatorio sul turismo ciclomotoristico che, ha evidenziato Di Vincenzo, è ancora un settore “interessantissimo ma ancora poco analizzato non solo in Italia ma in Europa. Un turismo che peraltro si sviluppa lungo tutto il corso dell’anno. Le destinazioni più raccontate sono Monza, i passi alpini, Motor Bike Expo Verona, le destinazioni della MotorValley e poi anche Puglia e Campania.

Nel 2019 1,6 mln di mototuristi ha percorso l’Italia in vacanza, con 13 mln di pernottamenti (circa il 3% del totale) e 1,4 mld di spese. Significativamente diversi i dati del 2020 che risentono delle restrizioni dovute alla
pandemia: 250mila italiani si sono spostati in moto per vacanza, con 2,2 mln di pernottamenti e 215 mln di spesa. Nel 2020 si sono fatte sentire le restrizioni dovute alla pandemia ma comunque 250 mila italiani si sono spostati in moto per vacanza, con 2,2 milioni di pernottamenti e quasi 216 milioni di spesa. L’estate scorsa la dimensione sportive in generale ha assunto un ruolo non marginale tra le motivazioni di vacanza in Italia, coinvolgendo, in media, il 32% dei turisti. I contenuti sull’esperienza di viaggio lasciati sui social media lo confermano: l’esperienza sportiva è al quarto posto tra agli argomenti più discussi tra i turisti e mostra un interesse crescente nel tempo.

Michele Pignatti Morano, direttore Musei Ferrari di Maranello e Modena

“I turisti, soprattutto quelli che risiedono all’estero, sono attratti dalle nostre eccellenze e noi dobbiamo metterle in mostra. Per questo Ferrari, che tra Modena e Maranello conta due musei dedicati agli appassionati del Drake e del Cavallino, aderisce al progetto di rilancio del turismo motoristico promosso da Città dei Motori. L’80% dei visitatori dei nostri musei vengono da noi una volta solo nella vita. E’ fondamentale che quello sia un ricordo unico. Il turista è attratto dalle eccellenze del nostro territorio e noi dobbiamo metterle in mostra. Non solo per i turisti stranieri: dobbiamo incentivare anche il turismo interno.

E’ un onore per Ferrari partecipare alla Conferenza nazionale del turismo motoristico: ci sentiamo molto protagonisti di tutto ciò. Questa è la location più logica e naturale. Abbiamo due musei, uno a Modena e uno a Maranello e vogliamo portare la nostra esperienza, il know how e il nostro marchio. Perché siamo parte di questa città e ci sentiamo parte di questo territorio. Ogni anno, prima della pandemia, avevamo 600 mila visitatori, numeri che speriamo presto di recuperare e di poter anche aumentare”.

Mariella Mengozzi, direttrice MAUTO, Museo nazionale dell’automobile di Torino

“Restituire ai turisti italiani e stranieri e ai torinesi il tessuto industriale nato a Torino a fine Ottocento, inizio Novecento che oggi è in gran parte scomparso attraverso un tour in parte fisico e in parte, per forza di cose, virtuale tra le vecchie fabbriche del territorio. Questo l’obiettivo del progetto `Torino Automotive Heritage
Network` nato già alcuni anni fa insieme al Politecnico di Torino che ha svolto un lavoro di analisi e di ricerca documentale delle vecchie fabbriche, di tutto quel tessuto industriale nato a Torino a fine Ottocento,
inizio Novecento che oggi è in gran parte scomparso. Da questa ricerca documentale, che poi ha coinvolto altri soggetti, sono nate piccole iniziative, mostre, convegni. Ora però la città di Torino ha affidato al MauTo questa che possiamo chiamare l’esperienza di visita per chi vuole fruire di queste informazioni. Si tratta in questa prima fase di mettere a sistema una ventina di realtà industriali (come Lancia, Italia, Officine Grandi
Riparazioni, l’Officina Bertone, e altre) per realizzare percorsi da un lato di identificazione fisica di fabbriche dove oggi non c’è più nulla e dall’altra di creare una modalità per fornire le informazioni che immaginiamo dirette a un pubblico vasto e diversificato. Questo progetto non rappresenta solo un’opportunità per il turismo ma anche per i residenti, perché molti non hanno più consapevolezza di quella che è stata la storia della società di quegli anni.

Riccardo Costagliola, presidente della Fondazione Piaggio – Pontedera

“In occasione dei 75 anni dell’iconica Vespa, è stata notevole l’importanza che la Fondazione Piaggio ha avuto per lo sviluppo del turismo sul nostro territorio. La nostra missione è la valorizzazione storica e la promozione del territorio dal punto di vista culturale. Ciò lo facciamo attirando sempre più visitatori nei nostri musei, che devono diventare un importante luogo di aggregazione per chi viene a visitare le nostre strutture. Questo attraverso vari eventi culturali: abbiamo creato un’intesa con tutto il mondo dell’imprenditoria per “fare rete” e per intercettare i vari flussi turistici. Io spero, grazie alla collaborazione della Città dei Motori e nel rispetto delle indicazioni contenute nel Piano Nazionale del Turismo Motoristico, di riuscire a promuovere le nostre attrattive in modo sistematico, in modo da costruire un esempio virtuoso per dare vita ad un progetto di Made in Italy dei motori, per un rilancio di un settore strategico per il Paese, tra nuove destinazioni e cultura dei nostri territori”.

Alessandro Tortelli, direttore del Centro studi turistici Firenze

“In un anno l’Autodromo del Mugello ha ospitato 88 eventi per circa 300 giornate di apertura. In queste 300 giornate sono state promosse una serie di eventi non motoristici fortemente collegati alla città metropolitana di Firenze e alla Toscana. Questo ha avuto una ricaduta in termini di presenze di oltre 500 mila persone sul

territorio, persone che hanno portato un valore economico di spesa di oltre 60 milioni di euro. I visitatori del Mugello producono su tutto il territorio un valore di circa 130 milioni di euro che si ripartiscono sul sistema locale del lavoro del Mugello che abbiamo chiamato Borgo San Lorenzo ma va oltre anche sulla città metropolitana. Il 50% della spesa dei visitatori del Mugello è per il settore alberghiero e dell’ospitalità, il 20% per la ristorazione, poi per prodotti artigianali, generi alimentari, trasporti, comunicazioni, per commercio in termini di vestiario, per i musei e i servizi vari. E’ un coinvolgimento totale di un sistema territoriale. Il turista, il visitatore e l’appassionato ha momenti di rapporto stretto col territorio ed è importante sottolineare il tema di ‘rete di città motori’.

Giovanni Copioli, presidente FMI Federazione Motociclistica Italiana

“Sicurezza sulle strade e rispetto per l’ambiente sono due temi fondamentali sui quali la Federazione motociclistica italiano è impegnata e ha sottoscritto accordi e impegni con le forze dell’ordine e con le istituzioni. Già quattro anni fa abbiamo creato due commissioni, una sulla sicurezza e una sull’ambiente. La prima ci ha portato a sottoscrivere accordi con Arma dei carabinieri, a condividere con loro iniziative a salvaguardia del territorio in molte realtà e a definire protocolli di utilizzo del territorio. Sulla sicurezza, invece collaboriamo con aziende importantissime in Italia e con le forze dell’ordine per sicurezza sulle strade e per sensibilizzare i motociclisti. L’associazione inoltre è in contatto con il ministero per far sì che nella riforma del codice strada – che speriamo venga ripresa e portata avanti – venga garantita la tutela dei motociclisti. FMI non è solo sport ma abbiamo anche tante altre attività anche l’educazione stradale, la collaborazione con la Protezione civile, abbiamo il registro storico che ha superato che ha superato le 250mila moto iscritte e poi anche il mototurismo che per noi è molto importante: oltre 100mila tesserati, 1.750 associazioni, un movimento importante con eventi di mototurismo che non è solo attraversare il territorio ma viverlo, e questo crea un indotto importante non solo per la Federazione ma soprattutto per il territorio che riserva tantissime opportunità. Da una ricerca di mercato commissionata da FMI sulla soddisfazione delle imprese rispetto al mototurismo è emerso che i nostri circa mille eventi legati al mototurismo, considerata una media di 90mila presenze portano un indotto di quasi 12 milioni di euro nelle attività correlate. Il mototurismo ha potenzialità ancora inespresse che noi cerchiamo di valorizzarle e promuoverle. Ad esempio con l’adventuring e il discovering”.

Alberto Scuro, presidente Automotoclub Storico Italiano

“Fondamentale fare sistema e rete sul territorio, partendo dalla passione per il motorismo storico. Non a caso, il veicolo storico è di per sé un fattore di traino del turismo. La capacità di promuovere turismo sui territori è insita nella nostra Federazione con manifestazioni ed eventi che sono anche culturali. Nel 2019 sono stati oltre un migliaio gli eventi culturali organizzati e 600 eventi solidati per l’iniziativa ‘ASI solidale’ attraverso i nostri club. Per promuovere il turismo motoristico mettersi in rete è sempre più importante, mettendo a sistema tutte le forze che possono dare un contributo. Certamente ASI può dare un contributo importante sulla base dei suoi numeri: 150mila associati e una rete di oltre 330 club sui territori. Una rete basata sul volontariato, perché alla base c’è un’enorme passione che porta risultati nel turismo diretto e indiretto”.

Andrea De Adamich, presidente Scuderia De Adamich 

“Il veicolo d’epoca è esso stesso attrazione turistica, perché aggiunge al territorio qualcosa di interessante. Anche tra i collezionisti e gli appassionati di motori storici ci sono persone che possono dire di aver vissuto anche solo qualche giorno in un territorio fantastico. Questo è merito dell’Italia, di Città dei motori e della Motor Valley”.

Carmela Colaiacovo, presidente Confindustria Alberghi

“Per uscire da una crisi profonda che ha registrato una perdita di fatturato dell’80%, di cui il 50% da mancati introiti da turisti stranieri, dobbiamo lavorare come facilitatori, senza dimenticare che ormai i flussi turistici sono mossi da passioni che dobbiamo essere in grado di cavalcare e convogliare. Come sodalizio dobbiamo puntare su accordi specifici per pacchetti bike e motor friendly per attrarre turisti in questo segmento di mercato. Per questo promuoveremo convenzioni specifiche per offrire a questa tipologia di turisti servizi mirati e le replicheremo tra i nostri associati. Bisogna creare dei protocolli, dei capitolati, in cui gli alberghi mettono a disposizione i loro servizi al turista e al cliente. E quindi offrire servizi: parcheggi, assistenza, auto storiche in affitto, moto, corsi, guide. Studieremo insieme un protocollo per metterlo a disposizioni nei nostri alberghi. Speriamo presto che ci lasceremo alle spalle il 2021, un anno ormai giocato, per affrontare il 2022 e il 2023 con altri scenari. L’Italia ha una capacità innata di essere attrattiva soprattutto per i suoi territori, la sua natura, la sua ospitalità e il suo stile di vita. Il motore è sicuramente un elemento importantissimo, perché fra elementi iconici del nostro paese”.

Fiorello Primi, presidente Club Borghi più belli d’Italia

“Come Borghi stiamo organizzando diverse manifestazioni. Una per tutte: ‘Borghi in moto. La pandemia ha permesso di far riscoprire l’Italia agli italiani, soprattutto i piccoli centri. Sussiste, però, un problema di viabilità. Dobbiamo connettere le nostre località. Il viaggio per raggiungerle è tanto importante quanto visitarle. I Borghi più belli d’Italia sono 315 mete per turismo motoristico. L’anno scorso in periodo di pandemia gli italiani hanno riscoperto l’Italia, frequentando soprattutto le aree interne, i piccoli centri, i nostri borghi che sono facilmente raggiungibili soprattutto con le due ruote e con le quattro ruote e dove si è registrato “un fortissimo incremento del camperismo. Per il turismo motoristico è forse quasi più della destinazione importante il viaggio perché si percorrono dei luoghi straordinari dal punto di vista naturalistico, storico, paesaggistico. Ogni viaggio è un’esperienza da raccontare. Noi abbiamo sempre chiesto a tutti i livelli, anche nel Pnrr, che il territorio italiano venga riconnesso, con un’integrazione forte tra le grandi città d’arte, le grandi mete turistiche e i borghi, dove non ci sono grandi alberghi ma piccole strutture ricettive, bed and breakfast, agriturismi. Quindi non c’è concorrenza se non quella dello stare insieme e cercare di vendere tutta l’Italia, le grandi e le piccole mete. L’Italia è un unicum con destinazioni diverse che vanno tutte promosse”.

Alessandro Nucara direttore generale Federalberghi

“Due i temi centrali: da un lato l’identità, visto che vendiamo al turista esperienze ma anche le competenze di ogni singolo territorio; dall’altro bisogna fare rete per unire i diversi stakeholder in un ragionamento complessivo e sinergico che unisca sia gli interlocutori pubblici che quelli privati. Guardiamo con attenzione alla costituzione della Carta del Turismo Motoristico perché si può inserire in un discorso di reale capacità di unire tutti coloro che lavorano ad un unico progetto. Diventa per noi sempre più importante poter lavorare in sinergia, soprattutto a livello locale e in ambito imprenditoriale. L’opportunità che Città dei Motori ci offre, dunque, va proprio in questo senso: abbiamo già sensibilizzato i nostri associati, ai fini di creare un momento in cui davvero poter fare squadra, anche in base alle indicazioni che ci fornisce il Piano Nazionale del Turismo Motoristico”.

Massimo Bottura, chef Osteria Francescana di Modena

La domanda turistica riprenderà, ma non sarà facile intercettarla tornando ai numeri del passato. Ecco perché dobbiamo fare squadra e rete per offrire servizi di qualità ai turisti. La gastronomia è forse il più potente fattore di attrazione del turismo, divenuto ancor più attraente della cultura. Non a caso, abbiamo adottato una piattaforma che collega refettori, musei, ristoranti e alberghi: la riteniamo un fattore propulsivo del rilancio del turismo. Il cantante dei REM, Michael Stipe, appassionato di motociclette e gastronomia, un giorno mi ha chiesto dove poter comprare Parmigiano Reggiano. E l’ho mandato a Rosola a bordo di una Ducati. Dopo un giro sulle colline con la moto è tornato a casa con sei chili di formaggio nello zaino e ancora oggi si ricorda di questa esperienza. Bisogna creare una piattaforma che collega Federalberghi, i musei, i borghi, gli hotel, le università, le aziende. Questo “ci permetterebbe di vedere immediatamente che tra Modena, Maranello, Bologna e Sant’Agata Bolognese sta passando un evento e abbiamo bisogno che in quel preciso momento ci siano i musei aperti, hotel disponibili e strutture che permettono di vivere questa esperienza a 360 gradi, mettendo insieme Ferrari, Maserati, Ducati e Lamborghini che dialogano tra loro.

I taxi a Maranello? Come minimo dovrebbero essere tutte auto “2+2”, la prima auto Ferrari a quattro posti prodotta in larga scala. Immagina che comunicazione nel mondo che avresti. Perché per lanciare il turismo motoristico in Italia, bisogna cucire e far dialogare tutti: dagli alberghi alle aziende, dalle eccellenze gastronomiche alla cultura.

Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria

“Tutti ci stiamo confrontando sul turismo di domani, perché il viaggiatore si è modificato nel suo DNA, avrà esigenze e aspettative diverse. Allo stesso tempo vorrà andare a conoscere luoghi dove ci si sente sicuri. Tutto il sistema va quindi ripensato per farne una proposta ed un’offerta che abbia una valenza ed un appeal importante. Una certezza è che il mondo relativo ai motori e il turismo che si sviluppa intorno a questo argomento è una costante da cui non ci scosteremo se non per farla crescere di più. In Italia in particolare abbiamo tanto da dire su questo, c’è tutto un fascino intorno all’argomento motori che diventa anche un po’ l’essenza di quell’Italian lifestyle che il turista cerca quando viene qui. Attorno al mondo dei motori c’è tutta una poesia che dobbiamo sfruttare in modo più organizzato, che dobbiamo mettere a reddito. Se riusciamo a fare un’offerta mirata, condivisa, credo sia un’occasione da cui ripartire per costruire una nuova offerta turistica, che peraltro può essere anche facilmente destagionalizzata, fortemente competitiva perché non facilmente replicabile in altri Paesi come livello di attrattività. Il piano di aiuti europeo rappresenta un’occasione unica per immaginare un’Italia in cui si riesca a viaggiare alla stessa velocità anche verso mete che generalmente non sono immediatamente e facilmente raggiungibili. Il turismo lento ci accompagnerà nella ripresa ma quando tutto tornerà a funzionare alla velocità a cui eravamo abituati, il fatto di poter raggiungere una meta in modo facile e diretto tornerà a essere un argomento importante”.

Giorgio Palmucci, presidente ENIT

“La passione è il principale motore del nostro lavoro per rilanciare il turismo, così penalizzato dalla pandemia. Stiamo operando per una crescita qualitativa del settore e non solo nel recupero dei volumi degli anni passati. In questo senso sono fondamentali le eccellenze riconosciute del made in Italy, moda, design, food e automotive, per la promozione dei diversi turismi. Riteniamo che tra i turismi possibili quello motoristico, anche connesso all’elettrico, alle e-bike ad esempio, sia importante per la ripresa dei flussi che si sono interrotti. Puntando per adesso ai paesi europei di prossimità che utilizzano anche molto la macchina per gli spostamenti. E serve lavorare insieme, con gli operatori, anche per promuovere verso gli stessi italiani una maggiore conoscenza del paese. Enit si impegna a promuovere il turismo motoristico in fiere ed eventi, anche a formula mista come quelli che si stanno tenendo in questa fase. Nella comunicazione della nostra offerta va certamente garantita, sia B2B sia B2C, l’evidenza del percorso turistico motoristico. Bene quindi la carta presentata oggi, noi ci siamo e ci saremo”.

Gianluca Bufo, Amministratore delegato Iren Mercato

“Guardando alla mobilità futura, registriamo già che l’elettrico sta crescendo (140mila veicoli): in Italia abbiamo 121mila punti ricarica. Ciò testimonia la crescente sensibilità degli amministratori locali verso tale modalità. Ovviamente, è fondamentale la semplificazione normativa delle autorizzazioni per installare le colonnine di ricarica. Alcune municipalità sono più avanti in tal senso. Posso dire che il futuro della mobilità elettrica è già qui. La carta del turismo motoristico può aiutare nello sviluppo, noi faremo la nostra parte con 4,7 miliardi di investimenti nei prossimi 3 anni rivolti a far emergere luoghi e città d’Italia proiettati verso il futuro. Riscontriamo nel rapporto con gli amministratori una forte sensibilità ad esempio verso il trasporto pubblico elettrificato. Il nostro ruolo è anche quello di fare da advisor, di far toccare con mano, nonostante ad esempio le questioni burocratiche ancora siano pressanti, le potenzialità dei servizi che con l’elettrico possono ritornare sul territorio. Si pensi solamente al tema dello sharing. Da qui anche l’impegno a lavorare per uno sportello unico mobilità elettrica e turismo.

Angelo Sticchi Damiani, presidente ACI

Il turismo è una delle mission più importanti per Aci, lo è sempre stato, statutariamente, dalla sua fondazione. Sicuramente il turismo da noi declinato anche molto attraverso lo sport. Parliamo di grandi eventi, della F1, del Mondiale di rally. Lo scorso anno, che è stato molto particolare, l’Italia ha avuto, prima volta nella storia della F1, 3 GP al Mugello, Imola e Monza. E poi il rally, in Sardegna e a Monza. Crediamo in quello che è che il coinvolgimento più diffuso sul territorio, attraverso i nostri Automobile Club provinciali, con Aci Storico, nel mondo dell’auto storica, con eventi come la Targa Florio. Ma noi vogliamo, attraverso i borghi piu belli d’Italia, organizzare microeventi che hanno valenza culturale e turistica sul territorio, per scoprire posti bellissimi, eventi che costano poco ma che hanno effetto di far tirare fuori auto belle dai garage, per una giornata da trascorrere insieme, per scoprire importanti componenti enogastronomici del territorio. Tutto questo movimenta migliaia e migliaia di persone, parliamo di almeno 20 eventi l’anno. Abbiamo una serie di richieste che incoraggiamno e sosteniamo economicamente. Qualche anno fa organizzammo le strade blu, strade importanti e meno che consigliavamo, che toccavano luoghi molto belli e non molto conosciuti, dove si davano consigli per mangiare, per fare acquisti di prodotti locali, per poter gustare il viaggio. L’occasione per fare deviazioni rispetto all’autostrada, per scoprrire tanti posti dell’Italia che non sono abbastanza conosciuti”.

Enzo Bianco, presidente Consiglio Nazionale ANCI

“Per affrontare il problema che avremo con la ripresa piena del sistema Italia dopo la pandemia bisogna fare squadra. Dalla valorizzazione del patrimonio culturale, al Turismo fino alle Città dei Motori, la vera chiave di volta sta nel mettere insieme le istituzioni, non solo quelle pubbliche ma anche i soggetti privati, in un progetto unitario e globale. È questo il messaggio che rimane da questa giornata che ha il pieno appoggio dell’Associazione e del presidente Decaro che qui rappresento. Bisogna abbandonare la logica dello scaricabarile tra le Regioni e i Comuni, tra questi le Province e le Città metropolitane, e tornare a fare squadra come era nel disegno del Costituente. Il turismo motoristico è importante per Pil e territori e la Conferenza è punto di partenza per nuove iniziative ambiziose. C’è piena disponibilità dell’Associazione a fare la propria parte nel sostenere l’iniziativa di Città dei Motori per valorizzare un patrimonio unico e diffuso su tutto il territorio nazionale. Con il Pnrr arriveranno in Italia molte risorse anche per la ripartenza turistica del Paese, e spero che i Comuni si attrezzino per sfruttarle al meglio e per usare parte delle risorse per costruire una mobilità compatibile con l’ambiente, sia essa pubblica che privata. Il motorismo è una risorsa, così le città si sono confrontate e hanno coinvolto realtà importanti a livello nazionale. Al fine di strutturare queste interlocuzioni, sottoscriveremo la ‘Carta del turismo motoristico’, una sorta di manifesto da proporre a tutti gli stakeholders”

Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna.

“La Carta del turismo motoristico è un’ottima idea che può mettere insieme molte realtà del settore, unendo i Campanili e le eccellenze che germogliano nei territori, oltre le rivalità, come è avvenuto fra le città emiliane e quelle romagnole. Per questo appoggiamo pienamente questa iniziativa.Come Regione abbiamo costruito un percorso virtuoso perché siamo stati in grado di fare davvero squadra. Ma c’è di più: siamo stati la regione che ha coinvolto più risorse nel campo del turismo motoristico. Con orgoglio, dico che siamo stati in grado di realizzare un’intesa con le principali e storiche realtà automobilistiche dell’Emilia-Romagna, le quali, nessuna esclusa, ci hanno offerto la loro immediata disponibilità. Come dimostra il successo di Motor Valley, esperienza di risonanza internazionale che vanta 4 Autodromi, 6 Centri di formazione specializzati, 6 Case costruttrici, 13 Musei emozionanti, 18 Suggestive collezioni,10 operatori del settore e 188 team sportivi, tutto dipende da tre fattori fondamentali: identità, competenze, tradizioni. E soprattutto dalla capacità di fare squadra, che ha consentito di coinvolgere diversi Comuni, aziende, centri di ricerca. L’altro fattore decisivo è la cultura, sono le competenze. Da parte nostra, dunque, vi è la piena volontà di collaborare con l’associazione che riunisce sotto l’egida dell’Anci i tanti comuni che hanno una vocazione motoristica”.

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