“Ferrari è un simbolo straordinario di italianità, oltre che una bellissima storia conosciuta in tutto il mondo: è molto positivo identificarsi con una storia fatta di straordinaria passione ma anche di costanza, convincimento, forza nel voler e nel riuscire a raggiungere un obiettivo che può sembrare altissimo, ma tratto distintivo dei modenesi è quello di essere persone fortemente operative, che si rimboccano le maniche e lavorano nella quotidianità per obiettivi che sembrano soltanto un sogno. Nel nostro dna, accanto alla buona tavola e alla lirica, c’è anche la forza di raggiungere risultati straordinari”. A parlare così della sua Modena è Ludovica Ferrari, assessore con delega (tra le altre) al Turismo e alla promozione della città. Modena è la terra del Cavallino Rampante, e in quanto tale non poteva non far parte di Città dei Motori, la rete Anci dei Comuni del made in Italy motoristico. “L’importanza di appartenere a Città dei motori – spiega – è quella di essere inseriti in un circuito nel quale c’è comunanza di visione e gli stessi tempi di valorizzazione turistica ma non solo, più in generale di valorizzazione territoriale legata all’automotive del futuro, alla tradizione storica, al motorsport, considerando a 360 gradi in tutti i suoi molteplici aspetti un’industria che ha un rilievo nazionale ma soprattutto internazionale”. L’assessore continua: “Siamo ora in una fase di forte sofferenza, il settore è stato colpito dal lato delle produzioni ma anche della fruizione turistica. Proprio in questo frangente l’adesione a un circuito nazionale che raccoglie realtà con potenzialità e necessità simili ci può aiutare ad uscire da questa situazione”. Il Piano nazionale del turismo motoristico, promosso da Città dei Motori, offre a realtà come Modena l’opportunità di “fare massa critica e potersi proporre sia a livello nazionale che internazionale con un quadro generale della proposta turistica, è come per un pittore avere una tavolozza di colori ben scelti e poter creare così percorsi turistici e offerte di commercializzazione ben tarati sul target che si vuole raggiungere. È assolutamente necessario in questa fase di ripartenza avere le idee chiare e una scatola di attrezzi ben organizzata per poter proporsi in modo convincente sul mercato nazionale e internazionale”. Tra i punti di forza su cui può contare la città c’è il Museo Ferrari: “Più che il direttore mi considero il ‘custode’ dei due musei di Modena e Maranello, Ferrari è un marchio talmente forte che non ha bisogno di essere diretto ma di essere custodito e tutelato” spiega Michele Pignatti Morano. “Per me – aggiunge – è fondamentale far parte di una rete come Città dei Motori, la Ferrari è famosa e importante certo per i risultati ottenuti in Formula Uno ma senza i milioni di tifosi che ci sostengono non saremmo quello che siamo. La stessa cosa vale anche per l’industria e per i musei, se non ci fosse il network intorno e se fossimo da soli non saremmo quello che siamo. La nostra eccezionalità deriva dall’essere in mezzo agli altri. Il networking e le associazioni sono fondamentali, è essenziale mettere insieme dei pezzi che creano una storia: abbiamo tante eccellenze in Italia, noi ne rappresentiamo una ma lo siamo in quanto abbiamo accanto tutte le altre” è il concetto ribadito con forza e convinzione da Pignatti Morano. “Il made in Italy – continua – è un marchio talmente forte sotto la cui insegna abbiamo il cibo, la moda, la cultura ma anche l’automobile, nel mondo delle quattro ruote siamo tra i pionieri, ne rappresentiamo una parte importantissima e siamo sparsi sul territorio. È importantissimo il ruolo che un’associazione come Città dei Motori svolge nel mettere insieme queste realtà, creare un progetto globale e in un ambito come il turismo questo è strategico. Non parlo solo di turismo internazionale ma anche italiano, spesso e volentieri sottovalutiamo le nostre realtà e guardiamo più a quello che hanno gli altri mentre siamo un Paese con tanto da offrire, anche nel nostro settore”. A livello personale, racconta infine il “custode” dei Musei Ferrari, la Rossa “per me rappresenta passione: mi permetto di citare Enzo Ferrari quando diceva che la passione non la puoi descrivere ma la devi vivere e il nostro marchio te la fa vivere, perché tutti quelli che credono e guardano a noi sono pieni di passione, dai tifosi a ogni meccanico che lavora in Ferrari ma anche ai ragazzi che vengono al Museo: qui da noi non abbiamo solo l’esposizione delle macchine ma si vive la passione delle persone che le ‘custodiscono’”.

fonte http://9colonne.it/295277/#.YBkC8S9aY0p

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