“Quando vedo un’Alfa Romeo io mi tolgo il cappello” diceva uno che di automobili se ne intendeva, come Henry Ford. Oltre che un marchio automobilistico tra i più prestigiosi, la Casa del Biscione incarna un vero e proprio mito del made in Italy, capace di far battere il cuore da un capo all’altro del mondo. Ma il suo cuore pulsante è ad Arese, in provincia di Milano, dove nel 1910 nasceva l’Anonima lombarda fabbrica automobili: al posto dello storico stabilimento dell’Alfa a raccontare il mito c’è dal 1976 il Museo Storico Alfa Romeo, che offre al visitatore una splendida collezione di oltre 100 vetture tra pezzi unici, da corsa, di produzione, prototipi e concept. Arese e il suo Museo non potevano non far parte della rete Anci dei Comuni del made Italy motoristico. “Noi siamo Alfa Romeo, il legame è naturale. Appartenere a una rete come Città dei Motori ci aiuta a mantenere vivo questo legame – spiega l’assessore Roberta Tellini, che della rete Città dei Motori è vicepresidente – Soprattutto in questo momento di pandemia in cui la possibilità di creare eventi che riportino turisti e visitatori sul territorio è ridotta. Quindi il fatto di essere in una rete legata al mondo dei motori, nella quale possiamo raccontare quello che Alfa Romeo è per noi, è sicuramente determinante”. Anche ad Arese si comincia a pensare al rilancio post Covid e in quest’ottica il Piano nazionale turismo automobilistico promosso da Città dei Motori può essere determinante: “Abbiamo fatto tante valutazioni, ascoltato il territorio e immaginato un post Covid in cui dobbiamo recuperare quello che abbiamo perso soprattutto l’anno scorso. Certamente l’impegno del Comune di Arese sarà quello di rilanciare insieme i territori e la rete che abbiamo costituito nel tentativo di recuperare il terreno perduto. Abbiamo un sacco di idee e abbiamo immaginato di mettere in campo una serie di eventi, ma dobbiamo aspettare quello che accadrà – aggiunge l’assessore – prima di aprile è prematuro pensare a una pianificazione, certamente poi dovremo correre”. “Fare rete per un museo oggi è fondamentale, poi farlo in un campo specifico come nel caso di Città dei Motori è ancora più prezioso. Città dei Motori è assolutamente calzante con il dna del nostro museo, permettendoci di interagire con altre realtà simili e con le istituzioni per offrire la nostra proposta al pubblico in maniera molto più diretta e coordinata” spiega invece Lorenzo Ardizio, curatore del museo. Una realtà che – con un pubblico che per il 60 per cento proviene dall’estero – è al centro degli obiettivi del Piano nazionale turismo motoristico, anche nell’ottica di un rilancio post Covid: “Questo – sottolinea Ardizio – è un periodo molto complesso per i musei, molto di quello che accadrà prossimamente è ancora da definire e difficile da immaginare. Sicuramente è fondamentale parlarsi, avere dei piani strutturati e cercare di avere una reazione energica di fronte a un periodo che per tutti ha provocato non solo la chiusura ma ha rischiato di mettere a repentaglio il rapporto che il pubblico ha con i musei. Soprattutto nel caso dell’automobile parliamo di un pubblico di appassionati, che non visita per caso il museo ma crea con questo una sorta di legame. Oggi è quanto mai fondamentale rilanciare questo legame e rilanciarlo per tutti in maniera organica e strutturata. In questa chiave è chiaro che un piano e un coordinamento sono tra gli strumenti più affilati che abbiamo nelle nostre mani”. La specificità del museo di Arese è poi strettamente connessa alla specificità del marchio Alfa, come racconta Ardizio: “Alfa Romeo è un marchio automobilistico molto particolare, in un’epoca in cui si usa la parola ‘esclusivo’ con un’accezione positiva il nostro Museo rappresenta un marchio che è ‘inclusivo’, nel senso che non lascia fuori nessuno. Alfa Romeo è un marchio che è capace di far vivere la passione in prima persona a tutti, e questo con il museo emerge tantissimo. Qui si vedono collezionisti di vetture che oggi hanno un valore molto impegnativo e che vengono messe all’asta a milioni di euro chiacchierare e condividere la medesima passione con dei giovani collezionisti che magari hanno una vettura che vale poco sul piano economico ma moltissimo a livello emotivo. Un grande pregio dell’Alfa Romeo è quello di essere un marchio che ha degli ‘owners club’ e non dei ‘fan club’, è un marchio dove ognuno è libero di vivere la propria passione. Ovviamente – conclude il curatore del museo – è anche un marchio che rappresenta a livello internazionale delle eccellenze made in Italy a livello di design, prestazioni, tecnologia, sportività, con la capacità di costruire un dna che ha percorso 111 anni nel 2021 senza aver perso la propria identità”.

Fonte http://www.9colonne.it/294629/#.YBJqry9aY0o

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