Ripartire dai motori sfruttando la tipicità di un territorio e l’attenzione all’innovazione. Varano de Melegari e l’Autodromo che ha reso famoso il comune di 2.600 abitanti nel Parmense sono pronti a raccogliere la sfida del post-Covid, dimostrando che la flessibilità e la capacità di fare rete sfruttando l’eccellenza motoristica e le sue capacità di attrattiva turistiche, sono due driver essenziali per rimettere in moto il Paese. A parlarne sono Alessandro Meggi, Amministratore delegato del circuito di Varano de Melegari, e Andrea Carra che, oltre a essere Consigliere di Amministrazione dello stesso circuito, è delegato del Comune di Varano per Città dei Motori, l’associazione che riunisce sotto l’egida dell’Anci 30 comuni italiani a forte vocazione motoristica. L’Autodromo di Varano de Melegari ha una storia ormai cinquantennale: è un autodromo di medie dimensioni, 2500 metri di pista, che ospita attività prevalentemente a carattere nazionale più qualche evento internazionale. La prerogativa è l’attività continuativa, visto che in condizioni normali conta 300 giorni di lavoro ogni anno. “È una premessa importante – spiega Meggi – perché il 2020 che avevamo pianificato presentava un calendario sostanzioso”. Va ricordato che gli autodromi hanno pagato già a caro prezzo la crisi del 2008, dalla quale si sono risollevati dopo qualche anno cambiando paradigma: puntando quindi sui raduni di appassionati o sulle sinergie con le case costruttrici. A fine febbraio 2020, il coronavirus irrompe nella realtà del nostro Paese: in pochi giorni il calendario diventa un foglio bianco, seguono i DPCM che chiudono i cancelli. A Varano si torna a lavorare a maggio e, grazie allo spirito imprenditoriale di chi è a capo del circuito e a una grande flessibilità, l’impianto vive quattro mesi strepitosi, da luglio a ottobre. “Abbiamo colto un rimbalzo importante sia per noi sia per il territorio – afferma ancora Meggi – Nonostante il circuito sia ancora chiuso al pubblico dall’inizio dell’emergenza sanitaria, il lavoro di quei quattro mesi ci permette non solo di restare vivi ma di chiudere l’anno senza sostanziali perdite”. Ora l’attenzione è tutta sulla ripartenza: quella del circuito come quella del Comune di Varano de Melegari, che lavora in sinergia. “Per quanto sia un piccolo paese – spiega Andrea Carra, Consigliere di Amministrazione del circuito e delegato del Comune per Città dei Motori – ci troviamo ad avere un tridente di gioielli conosciuti in tutto il mondo, che sono Dallara, la scuderia De Adamich e l’autodromo. Tutto ciò si innesta nel più ampio panorama della Motor Valley, in un territorio per il quale la Regione Emilia-Romagna ha perfettamente compreso che il tema del turismo motoristico è una direttrice di sviluppo fondamentale”. Non esistono, infatti, altri posti al mondo dove è possibile avere un contatto diretto con marchi come Ferrari, Lamborghini, Maserati, Ducati e Dallara nel raggio di pochi chilometri. “Siamo una sorta di piccola Maranello – spiega ancora Carra – Da soli, se si guarda all’appeal nei confronti degli stranieri, possiamo fare poco ma con un piano integrato il ritorno in termini turistici è importante anche per noi”. Il turismo motoristico è dunque una leva essenziale per risollevare un settore che esce a pezzi dalla crisi sanitaria: “Fondamentale, direi – continua il Consigliere del circuito di Varano – e auspico che con la rete di Città dei Motori si riesca a portare a compimento un piano che è molto positivo. L’automobile in Italia non è in cima alle priorità e nella situazione attuale può anche essere comprensibile. Però si sta lavorando con il MIBACT per avere un certo supporto e riuscire ad attuare il piano: l’Italia d’altronde ha una quantità di marchi e di storia che quasi nessun altro paese al mondo può vantare”. “Portiamo a Varano – prosegue ancora Meggi – circa 150mila persone l’anno, persone che spesso si fermano a dormire sul territorio e restano qui per qualche giorno. L’indotto dell’autodromo è importante, sappiamo di essere un volano per l’economia di questa zona, anche come ricaduta occupazionale. Stiamo parlando di una terra fortunatissima: Parma stessa ci supporta e noi facciamo ricadere indotto anche sulla città e sui paesini vicini. In occasione degli eventi più grandi, si riempiono b&b, piccoli alberghi e ristoranti anche nelle aree circostanti”. Tra questi eventi, oltre all’ASI Motorshow che mette in mostra le moto storiche, spicca la Formula SAE che porta ogni anno 4.000 studenti universitari di ingegneria da tutto il mondo a confrontarsi a Varano in una sfida su pista, trasformando completamente il territorio per qualche giorno e generando un indotto notevole. A fare la differenza, in un’ottica a medio e lungo termine, sarà proprio la capacità di guardare al futuro: “Stiamo ovviamente puntando forte sull’innovazione – conclude Carra – che ci permette di cogliere le novità nel campo automobilistico, come le propulsioni alternative, la guida autonoma e le auto sempre connesse. Su questo, come impianto e come Comune, dovremo prepararci per essere i primi, non per seguire gli altri”.

(Lam)

fonte http://9colonne.it/288696/#.X-NBCy9aY0p

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