Torino

TORINO è il terzo polo economico del Paese. Prima capitale d’Italia dal 1861 al 1865, è uno dei maggiori centri universitari, culturali, turistici e scientifici del Paese. È considerata la capitale dell’automobile, ma è anche nota per la tradizione nei campi dell’editoria, delle telecomunicazioni, del cinema, dell’enogastronomia, del design e dello sport. Nella città convivono le grandi architetture del passato e del presente, dal barocco al liberty, alle quali si sommano le strutture disegnate dai grandi architetti che hanno progettato la trasformazione avviata negli anni Novanta e accelerata dai XX Giochi Olimpici Invernali del 2006. Lo schema a raggiera delle regge è così artisticamente rilevante da essere stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Nell’Ottocento e nel Novecento la città scopre nuove suggestioni. Sulla riva del fiume Po viene realizzata piazza Vittorio Veneto, che rappresenta il più grande spazio porticato d’Europa. Poi, con l’Art Nouveau, Alessandro Antonelli costruisce l’edificio divenuto simbolo della Città, la Mole. Negli anni ‘20 e ‘30 del XX secolo, in stile razionalista, vengono costruite la centrale via Roma e lo stabilimento Fiat del Lingotto, firmato da Giacomo Matté Trucco, oggi uno dei principali centri polifunzionali d’Italia, grazie alla ristrutturazione di Renzo Piano. Risalgono agli anni ‘60 la Galleria d’Arte Moderna, il Museo dell’automobile, il Palazzo del Lavoro e Torino Esposizioni, il PalaVela e il Teatro Regio. Come detto, è partire dagli anni Novanta, che Torino avvia un processo di profonda trasformazione, modificando larghi tratti della città e a cui i Giochi Olimpici Invernali del 2006 imprimono un’ulteriore spinta. Nel 2011 Torino è stata al centro dei festeggiamenti per il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, un ruolo che la città ha fortemente voluto e che le ha permesso di proiettarsi nuovamente sotto i riflettori nazionali e internazionali.

La cucina tipica torinese nasce da un connubio fra la sua origine contadina e le esigenze raffinate della Corte sabauda, entrambe aperte, oltretutto, alle influenze della cucina francese. Tra i ristoranti più famosi spicca il ristorante Del Cambio, fondato nel 1757 e frequentato da Cavour, ma anche da Giacomo Casanova, che lo menziona nelle sue Memorie. A livello enogastronomico si possono anche notare famose enoteche, come la Casa Del Barolo. A Torino nasce Eataly, presso gli ex stabilimenti della Carpano, davanti al Lingotto, il primo supermercato-ristorante italiano di prodotti tipici e di qualità, con sedi dislocate ormai in tutto il mondo.
Torino, inoltre, è considerata una delle città natali dell’aperitivo. I buffet possono comprendere assaggi di pietanze fredde o calde. Altra perla torinese è il cioccolato, che fa della città un importante centro europeo in questo settore. Tipico è il gianduiotto, inventato dalla Caffarel nel 1852. Il polo universitario è uno dei principali in Italia. Risultavano iscritti, nel 2006, quasi 100.000 studenti. I principali istituti di studi superiori, oltre all’Università e al Politecnico, sono l’Accademia Albertina di Belle Arti, la Scuola di Applicazione e Istituto di Studi militari dell’Esercito, l’International University College of Turin e la St. John International University. Il capoluogo piemontese ha anche una forte vocazione cinematografica, che ha inizio nel 1907 con l’apertura dei primi studi.
Nel 1956, viene aperto il Museo Nazionale del Cinema, dapprima ospitato a Palazzo Chiablese e poi, dal 2000, nell’imponente sede della Mole Antonelliana. Negli anni Ottanta un gruppo di professori universitari e critici cinematografici torinesi da luogo, con il sostegno degli enti locali, alla rassegna cinematografica Festival Cinema Giovani, che dal 1997 assume la denominazione di Torino Film Festival. Vi è anche una ricca offerta musicale. Si volgono ogni anno rassegne di ogni genere, dal jazz, che ha vantato una lunga storia radicata nella città, alle manifestazioni della più recente musica elettronica.

L’industria dell’auto vanta a Torino nel 1899 già sette ditte costruttrici di automobili, che nel 1907 diventano 21.
Dopo la crisi del 1906, le oltre 60 società operanti in Italia si riducono ad una ventina. Storicamente, sono anni di passaggio dall’artigianato industriale alla effettiva industrializzazione. Torino, in questo contesto, è divenuta la capitale dell’industria automobilistica italiana, posizione che consolida negli anni successivi.
Davanti al notaio Ernesto Torretta, nove tra imprenditori e nobili piemontesi costituiscono, con un capitale sociale di 800 mila lire, la Società anonima Fabbrica Italiana di Automobili Torino. E’ l’atto di nascita della Fiat, un’azienda destinata a diventare, in poco tempo, uno dei maggiori gruppi industriali del mondo, una sfida che vede impegnato in prima linea un ex ufficiale di cavalleria, Giovanni Agnelli (fonte: Wikipedia). Con l’arrivo della guerra, l’uso degli impianti per sostenere lo sforzo militare del Paese non cambia i disegni di Agnelli, che per la fabbrica sogna un grande futuro, soprattutto nella produzione di automobili. Così, attendendo la pace, incarica Giacomo Matté Trucco di progettare lo stabilimento del Lingotto. Superata la crisi, nel ’23, viene inaugurato lo stabilimento del Lingotto. In fabbrica compare la linea di montaggio e cambia l’organizzazione del lavoro. Sul mercato arrivano le vendite a rate o, come si diceva allora, “a credito”. Intanto, i successi nei raid e nelle corse, dove la Fiat vince praticamente tutto, diffondono l’interesse per l’automobile. I primi anni Trenta sono caratterizzati da una forte espansione all’estero. La spinta internazionale rallenta solo quando Mussolini decide di seguire una politica autarchica e l’Azienda deve concentrarsi sul mercato interno, che comprende, però, anche la Libia, le isole del Dodecaneso, la Somalia, l’Eritrea e l’Etiopia.
Sul fronte dei prodotti vengono messe in commercio altre 15 vetture, alcune delle quali sono pietre miliari nella storia dell’automobilismo. Sono la popolare 508 Balilla, le lussuose 518 e 527 Ardita, l’aerodinamica 1500, l’utilitaria 500 Topolino e la 1100 musone. Confermata la scelta della produzione di massa, a Mirafiori, allora periferia torinese, inizia nel 1937 la costruzione dello stabilimento che introdurrà in Italia le più avanzate forme di organizzazione del lavoro.   Il 10 giugno 1940 l’Italia entra in guerra e la Fiat converte la sua produzione a fini bellici. Nelle fabbriche, danneggiate dai bombardamenti degli alleati, l’attività viene rallentata e dal settembre del ’43 in poi, con il crollo del fascismo e l’occupazione tedesca del Nord Italia, la gestione dell’Azienda diventa ancora più disagevole. Tra il ’58 e il ’63, poi, il prodotto interno lordo del Paese cresce del 6,3 percento l’anno e l’industria automobilistica è tra i principali motori dello sviluppo. Molti i successi anche sul mare. Nel ’51 entra in servizio il transatlantico Giulio Cesare con motore Fiat da 26 mila cavalli, e nel ’55 viene varata la motonave Giovanni Agnelli da 16 mila tonnellate. Alla fine degli anni Sessanta, però, inizia un lungo periodo di contestazione e di rivendicazioni sociali. La conflittualità raggiunge il culmine nel ’69, conducendo a importanti ripercussioni sui risultati aziendali. Nonostante le difficoltà, la Fiat investe in modo massiccio nel Mezzogiorno. Agli scioperi e alle occupazioni degli stabilimenti, si aggiungono il ferimento e l’uccisione di alcuni dirigenti. Nascono in seguito i complessi di Foggia, Grottaminarda, Borgaretto e Crescentino e Belo Horizonte, in Brasile. Nel ’79, è la volta di Fiat Auto, che raggruppa i marchi Fiat, Lancia, Autobianchi e Ferrari.
Negli anni Ottanta aumenta l’attenzione verso l’ambiente e Fiat dimostra la propria sensibilità in merito, realizzando veicoli elettrici o a metano, e avviando il progetto Fare, per il riciclo delle auto destinate alla demolizione.
E’ in questo periodo che nasce la Panda che diventa subito un punto di riferimento nel segmento delle utilitarie.   Continuano comunque le acquisizioni. Tra le più importanti quelle di Alfa Romeo, Braud, Borletti, Snia Bpd e Huron-Graffenstaden. Negli anni Novanta la competizione industriale diventa ancora più serrata. Il Gruppo Fiat reagisce, da un lato, con investimenti nell’innovazione e azioni di contenimento dei costi e di riorganizzazione interna, dall’altro con una strategia di globalizzazione del business che punta sui mercati extraeuropei a più alto potenziale di sviluppo.
Il 24 gennaio 2003 muore Giovanni Agnelli (Fondazione Giovanni Agnelli), l’uomo che per quasi mezzo secolo aveva guidato la Fiat. Per fronteggiare la crisi, l’azienda ridisegna il proprio perimetro industriale e si focalizza sulle attività automotoristiche, cedendo alcuni settori di attività non strategici. Il 2004, poi, è un anno molto impegnativo, in cui il Gruppo Fiat getta le basi per uscire dalla crisi e avviare la ripresa. Il 27 maggio muore Umberto Agnelli, che era seguito a Giovanni, e ai vertici del Gruppo vengono nominati Presidente Luca Cordero di Montezemolo, Vice Presidente John Elkann e Amministratore Delegato Sergio Marchionne.

Alenia AERMACCHI, una società Finmeccanica, è protagonista sui mercati civili e della difesa di tutto il mondo attraverso lo sviluppo continuo della propria capacità di progettare, costruire, integrare e supportare sistemi complessi. L’attività di Alenia Aeronautica comprende prodotti proprietari quali il C-27J, l’unico vero aereo da trasporto tattico oggi disponibile al mondo, o gli ATR42MP e ATR72ASW, velivoli appositamente sviluppati per missioni di pattugliamento marittimo, e riveste ruoli chiave in programmi di livello mondiale come l’Eurofighter Typhoon, il Joint Strike Fighter F-35 e il dimostratore UCAV europeo Neuron. La società è protagonista anche nei velivoli commerciali, attraverso la progettazione e costruzione di aerostrutture avanzate per aerei allo stato dell’arte quali Airbus A380 e Boeing 787 Dreamliner.

Thales Alenia Space rappresenta un punto di riferimento mondiali per lo sviluppo nel settore spaziale. Dalla navigazione alle telecomunicazioni, dalla meteorologia al controllo ambientale, dalla difesa alla scienza e all’osservazione. Thales Alenia Space è anche la società spaziale, leader nei programmi scientifici europei ed internazionali, con un ruolo di primo piano in missioni quali GOCE, Herschel & Planck ed ExoMars.

L’idea di un museo dell’automobile è stata lanciata nel 1932, da Cesare Goria Gatti e Roberto Biscaretti di Ruffia. Considerando il grande valore storico e tecnico del patrimonio acquisito, le Fabbriche di Automobili e la famiglia Agnelli hanno deciso, nel 1956, di promuovere la costruzione di una sede permanente in corso Unità d’Italia.

L’Automobile Club storico italiano nasce il 25 settembre del 1966 a Bardolino in provincia di Verona, dalla fusione del Veteran Car Club d’Italia, con sede a Torino, e la FIAME, con sede a Milano. Al Veteran Car Club Italiano erano collegati il VCC Torino, il VCC Verona, il VCC Sicilia, il VCC Venezia Giulia, il VCC Busto Arsizio, il VCC Riviera di Ponente, Il VCC Bergamo e il VCC Brescia.  Il primo passo importante verso la creazione di un’unica federazione di club è rappresentato dall’incontro tenutosi il 18 giugno 1966 a Grugliasco, nello studio del Cavalier Giovanni Battista Pininfarina. Durante l’incontro vengono redatti e sottoscritti i preliminari della fusione tra i due club.
Da semplice club per gli appassionati l’A.S.I. si è trasformato in un vero e proprio movimento a tutela e salvaguardia del motorismo storico.

Torino

Sindaco: Chiara Appendino
Sito web: www.comune.torino.it
Sede: Piazza Palazzo di Città, 1 – CAP 10100
Numero abitanti: 910.188
Telefono: 011 4421111
Superficie comunale: Km2 130,34

 

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