Sant'Agata Bolognese

L’origine del territorio santagatese, come gran parte della Pianura Padana, è di tipo alluvionale, e i primi stanziamenti umani, in zona, sono riconducibili all’età del bronzo.
Nel periodo compreso tra la fine del ‘400 e per tutto il ‘500 si assiste alla realizzazione delle opere architettoniche più importanti del Paese: l’Oratorio dello Spirito Santo (1473), che vanta affreschi della scuola raffaellesca, l’Orologio (1568) e la Chiesa dei Frati (1594) con l’annesso convento. Sia l’Orologio, che il convento furono, in seguito, distrutti da Napoleone. Nel 1878, fu costruita la Chiesa dell’Addolorata utilizzando il materiale della demolita Porta di Sopra. Molti i governi che si sono succeduti nei secoli: i Visconti, il potere Pontificio, il periodo Napoleonico e i governi dalla Restaurazione all’Unità d’Italia.

Itinerario storico-culturale di Sant’Agata Bolognese:
La villa nel Pozzo
A Sant’Agata Bolognese, recentemente (2013) è stato portato alla luce un importante sito archeologico che ha restituito gran parte di una villa rustica di età romana. Il complesso risultava inserito all’interno della centuriazione romana e nelle prossimità di un corso d’acqua, con materiali che ne documentano le molteplici attività svolte in antico. Sotto al terreno si sono conservati i tratti di sottofondazioni murarie con laterizi che consentono di ricostruirne interamente l’assetto planimetrico dell’area: a base quadrata, nella quale erano presenti strutture dedicate alle attività produttive _quali la spremitura dell’uva_ ed ancora vani, e una vasta zona porticata. Di notevole importanza il ritrovamento del pozzo, posizionato al centro del complesso, che all’epoca serviva per l’approvvigionamento idrico, nel cui incavo si sono stratificati sedimenti di diversi periodi (tra il I sec. a.C. e II sec.d.C.). In particolare il pozzo ha conservato al suo interno diversi resti vegetali e animali, frammenti di materiali e soprattutto preziosi reperti: recipienti, brocche, vasi, secchi, utensili, pettini, cucchiai e altri oggetti in metallo, legno, pietra, ceramica e vetro. A cura del Museo Archeologico Ambientale è stata realizzata un’esposizione che raggruppa tutti questi reperti e materiali estratti, denominata “la Villa nel Pozzo”, temporaneamente allestita presso il Palazzo del Municipio di Sant’Agata.
Porta Otesia
Il posizionamento del primo insediamento nell’attuale centro di Sant’Agata risale al 1189, quando sotto il dominio dell’imperatore Federico Barbarossa, venne costruita una nuova fortificazione con mura, porte e fossato. Delle quattro Porte, solo quella Nord, detta Otesia, è giunta intatta sino a noi, con le tracce del ponte levatoio (oggi restaurato) e della torretta sulla quale si erge l’originaria “bertesca” luogo preposto per il riparo e la perlustrazione. All’interno della Porta è situato il pubblico orologio e alla base si trova ancora oggi il locale, anticamente adibito a prigione, caratterizzato da grosse e solide muraglie e da piccole finestre con grate a doppie sbarre. In particolare la cella esistente è stata, recentemente, corredata di strumenti e accessori che rievocano quelli dell’epoca.
La Partecipanza e la Sala delle Colonne
L’istituto denominato Partecipanza affonda le proprie radici tra il XI e XII secolo. Secondo la tradizione Matilde di Canossa, la cui giurisdizione si estendeva proprio su questi territori, sarebbe stata la <>. Molto più realisticamente la Partecipanza, è riconducibile a un’antica forma di proprietà collettiva di terreni interessati alla bonifica. Più precisamente si tratterebbe di enfiteusi che l’Abazia di Nonantola concedeva in gestione, dietro corrispettivo di un tenue canone, a gruppi di persone e famiglie residenti nei Comuni della zona. La Partecipanza costituisce ancora oggi un’importante patrimonio storico per la comunità, non solo per il singolare meccanismo di distribuzione delle terre adottato, ma anche per l’impegno profuso, nel recuperare e preservare diverse opere artistiche, ora esposte nella prestigiosa Stanza delle Colonne ( luogo rappresentativo della Partecipanza).
Il Teatro Ferdinando Bibiena
All’interno del Palazzo Municipale di Sant’Agata si trova un piccolo Teatro-gioiello, la cui origine risale alla fine del secolo XVIII, che in qualche modo si lega al primo teatro progettato e dipinto da Ferdinando Bibiena ma che andò rovinosamente distrutto in un incendio prima che potesse essere inaugurato. Il Teatro, come si presenta oggi, si configura con un palco centrale “a sipario”, a fronte del quale si trovano eleganti poltroncine di velluto rosso per accogliere il pubblico. La platea è sovrastata da una piccola balconata dipinta con motivi ornamentali che anticipa la vista al soffitto finemente decorato e dal quale pende un maestoso lampadario a gocce. In questa splendida cornice, si portano in scena, ogni anno, diversi spettacoli e concerti, in particolare, la prestigiosa rassegna TreTeatrixTe, di cui il Bibiena è parte integrante.

Fiera di Maggio (ultimo week end di maggio)
La Fiera di Maggio, giunta alla sua 35° edizione, costituisce un importante appuntamento con la tradizione e la cultura del territorio. La Fiera che richiama visitatori anche dai Comuni limitrofi, si caratterizza per essere un’interessante opportunità per mettere in risalto le eccellenze e i prodotti locali. In particolare l’evento trae origini dalla tradizione rurale e contadina, per cui porta ancora oggi in esposizione gli attrezzi e macchinari utilizzati in agricoltura e diverse tipologie di animali. La Fiera, inoltre, si caratterizza per i banchi espositivi disseminati lungo le vie del centro storico, per gli spettacoli portati in scena all’aperto, per la presenza di giostre per i piccoli, per il raduno di auto e moto d’epoca, per le mostre espositive e per le attività proposte dalle Associazioni sportive e di volontariato locali.

Nilla Pizzi
Sant’Agata Bolognese ha dato i natali a Nilla Pizzi, (all’anagrafe Adionilla), cantante nota per le sue celebri canzoni: “Grazie dei Fior” (vincitrice della Prima edizione del Festival di Sanremo nel 1951), e “Vola colomba”, “Papaveri e papere” e “Una donna prega” (i brani con cui ha vinto rispettivamente il primo, il secondo e il terzo posto del Festival di Sanremo del 1952). Le sue canzoni segnano un’epoca: “Vola colomba” accompagna il ritorno di Trieste all’Italia e fa il giro del mondo, invece “Papaveri e papere” è stata tradotta in 40 lingue, contribuendo a decretare Nilla Pizzi “regina della canzone italiana”. All’artista, poliedrica, è stata intitolata, nel 2012, la Sala dedicata alle mostre espositive che si trova sul corso principale di Sant’Agata Bolognese.

Casa automobilistica Lamborghini
A Sant’Agata Bolognese trova sede la nota azienda di automobili Lamborghini: il marchio che ha reso mitiche tutte le supercar qui prodotte. In senso più ampio Sant’Agata figura tra i luoghi “sacri” della Motor Valley Emiliana, ovvero un florido bacino che annovera tra i più importanti distretti industriali nel settore auto e moto (Maserati, Ducati, Ferrari, Lamborghini, ecc..).
La storia racconta che alla fine degli Anni ’50 Ferruccio Lamborghini, originario di Renazzo (frazione di Cento, paese vicino), già imprenditore di successo nella produzione di trattori agricoli, possedesse due auto granturismo del marchio Ferrari e non essendo pienamente soddisfatto delle loro caratteristiche tecniche, decise di costruirne lui stesso di migliori. Fu così che riunì i suoi più stretti collaboratori per fondare una nuova azienda. Lo stabilimento Automobili Lamborghini sorse dunque nel 1963, con un team di tecnici e ingegneri di alto profilo professionale, tra cui Giotto Bizzarrini, Gian Paolo Dallara, Corrado Carpeggiani, Paolo Stanzani e Franco Scaglione. La prima vettura costruita in serie è stata la 350GT, cui hanno fatto seguito due modelli della 400GT. In pochissimo tempo Lamborghini riuscì ad inserirsi nel settore delle auto granturismo di livello più elevato, vincendo la sfida tecnica che si era prefissato, nonostante lo scetticismo diffuso. Ma il vero successo arrivò con la Miura, lanciata nel 1966, che manterrà il primato in termini di prestazioni fino agli Anni ’70. Intanto si alternavano altri modelli tra cui l’Espada, la Marzal, la Jarama, fino ad arrivare all’Urraco del 1970. Quegli anni segnarono però un momento particolarmente delicato, di debolezza economica, che determinarono l’uscita di scena di Ferruccio Lamborghini che si ritirò presso la sua tenuta “La Fiorita” (sul lago Trasimeno). Poco prima del ritiro però Ferruccio fece in tempo a lanciare il marchio Lamborghini in motonautica, impegnandosi con successo nelle corse per motoscafi. Nei periodi a seguire si avvicendarono diverse gestioni in azienda, furono gli anni della Countach, capace di registrare il primo record di vendite, della Urraco e della Diablo. Alla fine degli Anni ’80 si assiste anche al debutto di Lamborghini in Formula Uno, una breve parentesi che ha consentito all’azienda di produrre motori per monoposto dalle inedite capacità (lo stesso Ayrton Senna, durante un test, rimase colpito dalla potenza e l’elasticità del motore Lamborghini, dandone parere favorevole per utilizzarlo).
Nel 1998 (e ancora oggi) Lamborghini entra a far parte del Gruppo Audi, e si assiste ad una sorta di cambio generazionale, cui fa seguito un importante progetto di rilancio del marchio. Sono anni caratterizzati da ampliamenti (tra cui la nascita del Museo, del reparto Design) e finanziamenti nella ricerca che danno grande slancio alla casa automobilistica del Toro. In termini di prodotti, debuttano le prestigiose Murciélago, Reventon, Gallardo, Huracàn, Aventador, fino al prototipo dell’Urus. L’Usus, prima vettura ideata per il segmento SUV, è stata lanciata al Salone di Pechino del 2012, nell’anno in cui si sono celebrati i primi 50 anni della casa automobilistica, e si appresta a diventare realtà nel 2017.

Museo Lamborghini
Inaugurato nel 2011, il Museo Lamborghini, posto all’ingresso dello stabilimento produttivo, accoglie ed orienta i visitatori a passare in rassegna le diverse auto leggendarie per scoprirne le sofisticate e sorprendenti caratteristiche. Attraverso le sue ampie vetrate, struttura che gli conferisce luminosità ed eleganza, si percepisce anche dall’esterno la quantità di vetture esposte in modo permanente (talvolta in rotazione) dai primi modelli prodotti, al piano terra, fino alle versioni speciali e prototipi, del piano superiore.

Itinerario a tema Lamborghini:
Dipinto del Toro all’ingresso della città
Dal 2014, ad accogliere i visitatori, è stato posto sul muro che affaccia su Piazza della Vittoria, all’ingresso del Paese, un dipinto raffigurante il Toro, mitico emblema della casa Automobilistica Lamborghini. Toro che riconduce direttamente al fondatore del marchio, Ferruccio, essendo infatti il simbolo del suo segno zodiacale. Il Toro che è stato apposto su iniziativa dell’”Associazione Tori e Motori”, riporta la scritta: Per onorare la leggenda sempre. Per sempre.
Rotonda dedicata a Bob Wallace
Nel 2015 il Comune di Sant’Agata Bolognese ha intitolato una rotatoria alla memoria di Robert, “Bob” Wallace, il primo test driver della nota casa Automobilistica. Originario della Nuova Zelanda, Wallace era venuto in Italia per inseguire la propria passione che lo avrebbe portato a lavorare per i più importanti marchi d’auto sportive. La cerimonia d’intitolazione si è svolta a ridosso del giorno in cui si sarebbe svolto il suo 77° compleanno, alla presenza di amici e colleghi provenienti da diverse parti del mondo.
Parco Biodiversità “Lamborghini”
Nella primavera 2011 è stato realizzato il “Bosco delle querce” che si estende su cinque ettari circa di terreno agricolo nel territorio santagatese (non molto distante dalla nota casa Automobilistica). Il Parco è frutto di un progetto chiamato “Parco Biodiversità” promosso e finanziato da Automobili Lamborghini. L’intervento attuato con la collaborazione delle Università di Bologna, Bolzano e Monaco, si propone di studiare i diversi ritmi di crescita e il relativo assorbimento di anidride carbonica (CO2) di circa 10.000 esemplari di quercia farnia, messi a dimora a diversa distanza tra loro, in modo da riprodurre situazioni di densità paragonabili ad un’area boschiva. La disponibilità di un’area residua, nonché la volontà dell’azienda Lamborghini e del Comune, hanno permesso di ricavare una zona aperta al pubblico con finalità didattico-ricreative. Dotata di percorsi pedonali che attraversano le zone d’interesse ambientale (arboree, ad arbusti, zone umide, boschetti, siepi e filari) si presta per percorsi naturalistici rivolti a tutti e per visite scolastiche che intendono sviluppare progetti e ricerche in materie agro-ambientali.

Sant’Agata Bolognese

Sindaco: Giuseppe Vicinelli
Sito web: http://www.comune.santagatabolognese.bo.it/
Sede: Via 2 agosto 1980, 118
Numero abitanti: 7.283
Telefono: 051 6818 911
Superficie comunale: Km2 34,79

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