Milano, Genova e Brescia, le città dove nacquero tre giovani amici fondatori e ispiratori di un Marchio, la Moto Guzzi, simbolo dell’Italia nel mondo, che compie cento anni. La casa dell’Aquila venne infatti fondata il 15 marzo 1921 dagli aviatori Carlo Guzzi e Giorgio Parodi, mentre tre anni prima, nel 1919, il loro amico e pilota Giovanni Ravelli era morto a Venezia in un incidente durante un volo aereo di collaudo. Guzzi e Parodi pensarono al marchio che avrebbe poi incarnato la storia stessa della motocicletta, l’Aquila ad ali spiegate, simbolo dell’Aviazione navale e della Regia marina, un’immagine per ricordare l’amico scomparso.

Riccardo Fasoli è il sindaco di Mandello del Lario, la sede storica della Moto Guzzi, “una fabbrica costruita nel 1921 ed ampliata negli anni ’60, una sede che conta 77mila metri quadri di produzione sempre attiva sul territorio. Una realtà che ha prodotto, oltre le moto, una ricchezza culturale e sociale attraverso lo sviluppo industriale dell’indotto, ovvero aziende che nel settore dell’automotive producono minuteria metallica e meccanica di precisione”. Il primo cittadino afferma con orgoglio: “la motocicletta ha sempre rappresentato un simbolo di libertà, e al termine del conflitto bellico è diventato il mezzo insostituibile per tutte le famiglie italiane”. E aggiunge: “E’ un sodalizio importante quello tra la Moto Guzzi e lo sport, soprattutto il canottaggio, portato alla ribalta con i trionfi delle Olimpiadi di Londra 1948 e di Melbourne 1956 che hanno dato agli Azzurri il meritato successo”. E il sindaco Fasoli conclude: “Buon compleanno Moto Guzzi, e per il Marchio altri 100 anni delle due ruote”.

Testimone storico del Marchio Made in Italy è Angelo Balzarotti, figlio di Ferdinando Balzarotti, uno dei grandi piloti della Guzzi. “Con lui ricordo il suo lavoro, la musica dei motori da corsa, il profumo dell’olio di ricino bruciato – ricorda Angelo -. Tanti i momenti di tensione, ma anche le gioie e le delusioni senza mai desistere, e lavorando sempre per migliorare”. Quello con il padre un rapporto intenso, gli trasmise la passione per le corse e la moto, e tagliato il traguardo, in sella alla moto, gli faceva fare il giro d’onore. “Il mio primo posto di lavoro fu alla Guzzi, tra le braccia della grande madre, dove ho conosciuto dirigenti, tecnici ed operai di grande talento – ricorda Balzarotti -. Purtroppo però dopo il successo iniziarono anni difficili per il Marchio, poi con il Gruppo Piaggio è tornata la luce”. E Balzarotti conclude: “Moto Guzzi, la Vecchia Signora, è sempre nel mio cuore e lo sarà sempre”.

Fonte: http://www.anci.it/cento-anni-di-moto-guzzi-fasoli-sindaco-mandello-del-lario-marchio-che-il-mondo-ci-invidia/

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