Era iniziato da qualche anno l’esilio di Dante da Firenze, quando sconfitti gli Ubaldini, antichi feudatari del Mugello, la Repubblica Fiorentina deliberava la nascita di un nuovo borgo in un luogo conosciuto come “la scarperia”, in quanto ai piedi dell’Appennino. Correva l’anno 1306. La storia novecentesca del comune di Scarperia e San Piero è invece tutta legata all’universo dello sport motoristico: “Il circuito del Mugello è stato inaugurato nel 1974, ma la storia comincia molto prima e vuole che il nostro comune facesse parte da più di un secolo dell’antico tracciato stradale del Mugello realizzato nel 1914” spiega Federico Ignesti, primo cittadino del comune che fa parte di Città dei Motori, la rete Anci dei comuni del made in Italy motoristico. L’autodromo, nato dal vecchio circuito stradale degli anni Venti, è in grado di ospitare manifestazioni motociclistiche internazionali, come il Gp d’Italia del Motomondiale, nonché test di Formula Uno. Non molto distante dall’attuale impianto sorgeva però un rinomato circuito stradale, sede di gare automobilistiche disputatesi dal 1914 al 1970. “Sul circuito stradale quest’anno abbiamo apposto una targa a Nanni Galli – spiega il sindaco – colui che detiene il record del circuito stradale del Mugello come tempo di percorrenza: l’abbiamo collocata nell’area che ancora oggi è denominata parcheggio ‘Ex Box’ davanti alle scuole di Scarperia, perché lì c’era la partenza con i box e le tribune per gli spettatori”.
“L’idea, con l’aiuto di Città dei Motori – continua Ignesti – è quella di ‘ridisegnare’ il percorso mettendo dei cartelli che indichino com’era il circuito stradale del Mugello e stiamo valutando l’eventualità di realizzare un museo all’interno del territorio comunale, che collegato con l’autodromo ci darebbe la possibilità di far vivere ancora di più il centro storico”. Il sindaco sottolinea, per una realtà a forte vocazione motoristica come quella del borgo toscano, il valore strategico dell’appartenenza a Città dei Motori e del Piano nazionale turismo motoristico da questa promosso: “Città dei Motori è importante perché mette in rete le opportunità che esistono in Italia: musei motoristici, impianti sportivi e fabbriche di produzione. Così noi realtà motoristiche abbiamo la possibilità di essere tutte collegate, di scambiarci idee, valutazioni ma soprattutto fare massa critica per portare avanti le nostre rivendicazioni che stanno portando a una maggiore attenzione sul turismo motoristico”. Il piano, aggiunge Ignesti, “l’abbiamo molto caldeggiato, è un impulso nuovo che Città dei Motori fa bene a perseguire”, anche in virtù delle sinergie che è in grado di mettere in moto: “Nel Mugello le presenze turistiche sono dovute a due fattori principali, la vicinanza a Firenze e l’autodromo internazionale. Realizzare il museo ci garantirebbe la possibilità che i turisti non vivano solo l’autodromo o le strutture ricettive e di ristorazione, ma scoprano anche il centro storico e capiscano il contesto generale dove si trova l’autodromo internazionale del Mugello, un’area fortemente urbanizzata dal grande valore storico”.

fonte http://9colonne.it/291746/#.X_iJNS9aY0p

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