“Già quando ero a capo del Museo di Maranello avevo conosciuto Città dei Motori e mi ero avvicinata a questo sistema. Come Museo nazionale dell’automobile a Torino l’appartenenza a Città dei Motori è altrettanto sentita: se Maranello è un po’ la capitale del Motor Sport grazie al suo legame con Ferrari e con il mondo della Formula Uno, Torino è sicuramente il centro industriale, una delle capitali dell’automobile a livello mondiale”. Così Mariella Mengozzi, direttore del Museo nazionale dell’automobile (Mauto) dal 2018, in precedenza (2009-12) alla guida del Museo di Maranello. Il Mauto, che l’anno scorso ha celebrato il sessantesimo anniversario, vanta una tra le collezioni più rare e interessanti nel suo genere, con oltre 200 vetture originali di 80 marche provenienti da tutto il mondo. Una perla che non poteva non far parte della rete Anci dei comuni del made in Italy motoristico. “Credo che l’Italia debba valorizzare la sua storia, la sua tradizione, la sua ricchezza di contenuti nel settore automobilistico, puntando prima di tutto sulla promozione turistica delle città legate alla cultura dell’automobile – spiega Mengozzi – Tutto ciò può essere un punto di attrazione molto forte, per Torino e per il Museo nazionale dell’automobile è imprescindibile l’appartenenza a Città dei Motori, sono stata felice di sapere che la città aveva aderito, suggerisco anche ad altri enti e città l’adesione a questa rete”. Il direttore del Mauto sottolinea: “Oggi per una realtà come la nostra far parte di reti è un aspetto imprescindibile. Gli altri Paesi ce l’hanno insegnato che bisogna fare sistema, ad esempio sotto il profilo alimentare e dell’arte: anche per i motori è importante che ci sia una promozione congiunta. È evidente che l’unione faccia la forza, soprattutto in queste contingenze così drammatiche in cui le risorse sono ridotte e bisogna riuscire a emergere in un contesto internazionale sempre più competitivo. Bisogna ad esempio sviluppare percorsi digitali e modalità virtuali di promozione in cui ciascuna realtà possa essere valorizzata in un’ottica di sistema, su questo le istituzioni dovrebbero investire delle risorse economiche, sarebbe un’opportunità per tutti”. Secondo Mengozzi “l’aspetto turistico è anche collegato a quello educativo, c’è un orientamento dei giovani verso le materie scientifiche: occorre valorizzare l’automobile come un settore in cui si fa ricerca, con grandi ricadute sociali sulla mobilità e sulla protezione dell’ambiente. Puntare sulla tradizione italiana con le sue tantissime competenze, anche a livello di Città dei Motori, potrebbe far avvicinare i giovani all’ingegneria e alle scienze applicate in generale costituendo un elemento di attrazione anche per gli studenti dall’estero, con tutto quello che concerne come ricaduta a livello turistico e ricettivo. Vedo in prospettiva un movimento che generi opportunità e dinamismo”. Città dei Motori promuove il Piano nazionale turismo motoristico: “E’ fondamentale per il rilancio – afferma il direttore del Mauto – vedo come tendenza quella di un turismo che vive molto di esperienze all’aperto e diffuse, il fatto di avere percorsi fruibili, organizzabili, permutabili, customizzabili (nel senso che il visitatore possa decidere quali luoghi visitare) è importantissimo. Lavorare su questo sarebbe una grande leva per l’Italia”. (Roc)

fonte http://9colonne.it/291138/#.X_QsBi9aY0p

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