Nell’anno del 110° anniversario di fondazione di Alfa Romeo, una mostra al Museo Storico di Arese racconta un capitolo affascinante, quasi sconosciuto della storia del marchio e scritto sull’acqua dove le tecnologie e le innovazioni sviluppate da Alfa Romeo sono state impiegate anche nella motonautica. Dagli anni Trenta agli anni Ottanta la Casa del Biscione è stata infatti tra i protagonisti assoluti anche in questo campo adattando all’uso marino motori aeronautici e automobilistici, di serie e da competizione, derivati non solo dalle leggendarie Alfette durante e dopo la loro carriera automobilistica, ma anche da Giulietta, Giulia GTA, Montreal, 2600 e altri. Fra record e titoli mondiali, europei e italiani nelle diverse classi, Alfa Romeo ha vinto sull’acqua quasi quanto in pista e su strada.

Nove delle dieci imbarcazioni esposte nella mostra hanno infatti collezionato nelle varie categorie 11 record del mondo, 6 campionati mondiali, 7 europei e 9 italiani, oltre a 5 medaglie d’oro del Coni. L’esposizione ripercorre tutti i tipi di motorizzazione che hanno dominato la motonautica e raccontano l'”altra vita” dei motori del marchio, dalle competizioni al trasporto pubblico, dai mezzi militari alle barche da diporto, fino ai motopescherecci utilizzati a cavallo della II° guerra mondiale per rifornire le mense aziendali. Tra i gioielli in mostra il motoscafo da corsa Arno II° e il motore della Tipo 158 Alfetta, propulsore che prima di vincere in pista il primo campionato di Formula 1 della storia, sull’acqua aveva già fatto incetta di titoli mondiali, battuto il record mondiale di velocità e molto altro con Achille Castoldi come pilota. E che, finita l’avventura in F1, tornò a vincere nella nautica.

Proprio Castoldi che aveva ottenuto sin dal 1938 l’uso in esclusiva in competizioni motonautiche del motore 158 riuscì nel 1943 a mettere in salvo alcune delle Alfette nascondendole nella sua fattoria di Abbiategrasso, al riparo da bombardamenti e requisizioni.
Arno II° fu pilotato persino da Achille Varzi, che salì sul podio della Luino Cup nel 1948. Alla fine del 1949, con l’arrivo dei rivoluzionari «tre punti», fu messo a riposo, senza motore, e mai più utilizzato. Ma il propulsore non andò in pensione: nella sua versione stradale vinse i primi due titoli nella storia della Formula 1, nel 1950 con Nino Farina e nel 1951 con Juan Manuel Fangio. Quando l’anno successivo, Alfa Romeo si ritirò dalla F1, per il motore delle Alfette iniziò una nuova, straordinaria avventura con Laura 1°, che insieme a Moschettiere, Tamiri e Laura 3° spinto da due propulsori Alfetta in linea ha scritto pagine memorabili di sport con vittorie in gara e record di velocità.

In esposizione anche altri esemplari dal palmares impressionante: il Loustic 2, un entrobordo-racer della classe LV-1300 costruito dal cantiere Celli di Venezia e motorizzato con il motore 1300 della Giulietta AR530 che nel 1964 si aggiudicò  3 record  mondiali di fondo delle 5, 10 e 15 miglia della sua classe. Ci sono il Molinari-Alfa Romeo 2500, unico esemplare esistente, che nel 1966 vinse il titolo mondiale. Costruito per il motonauta del team Agusta Fortunato Libanori, ha la carrozzeria in lega d’alluminio aeronautico fatta dal reparto Elicotteri Agusta e la coda che riporta la colorazione degli aerei di linea Alitalia e l’esemplare unico dello scafo “Dalla Pietà – Alfa Romeo” che nella categoria Runabouts europei / Entrobordo sport vinse, tra il 1968 e il 1970, 3 titoli europei e due italiani.

In esposizione anche “Molivio – Alfa Romeo GTA” su cui correva Leopoldo Casanova, pilota e recordman degli entrobordo motorizzati Alfa Romeo Autodelta che dal 1968 al 1972 vinse un titolo europeo, 4 titoli italiani e segnò per 4 volte il record del mondo di velocità in 3 classi, il “Celli” del 1970 cioè il primo dei 4 racers 2500 motorizzati con il Montreal-Autodelta marino, pilotato da Antonio Pietrobelli vincitore per oltre 10 anni di titoli italiani, europei e mondiali di gare in circuito, il Lucini-Alfa Romeo 2000 vincitore del record mondiale R3 nel 1974 e l’anno successivo campione del mondo e il “Popoli-Alfa Romeo” della Collezione del Museo Alfa Romeo con scafo e motore Tipo 33 portato a due litri e mezzo da Autodelta che ha fatto registrare il record mondiale di velocità in classe KC 500 KG, tuttora imbattuto, alla media oraria di 225.145 Km/h.

Infine a testimoniare l’impiego dei motori Alfa Romeo in campo turistico ci sono “Glauco”, rarissimo monoscafo tradizionale da diporto Vidoli del 1932, eccezionalmente motorizzato dal motore 6C 1750 proveniente dalla Collezione del Museo Barca Lariana di Pianello del Lario (Como), i vaporetti di Venezia motorizzati Alfa Romeo e i famigerati “barchini esplosivi” della Seconda Guerra Mondiale raccontati attraverso esemplari unici di modellini in scala, immagini storiche e una ricca raccolta di oggetti e documenti.

La mostra sarà visitabile nei giorni e orari di apertura del Museo (sabato e domenica dalle 10 alle 18) fino al 21 febbraio 2021.

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