Due giorni al Museo Piaggio di Pontedera (PI), giovedì 26 e venerdì 27 ottobre, con Il Paradigma Industria 4.0 la conferenza tecnica scientifica organizzata da Movet, l’associazione che riunisce aziende, Università e centri di ricerca con l’obiettivo di creare sinergie tra istituzioni pubbliche e partners privati nel campo dell’automotive per informare e formare le aziende su nuove tecnologie, big data e competenze digitali. L’obiettivo per Giuseppe Pozzana, presidente di Movetè capire e far capire  che è in atto un ripensamento completo del modo di usare le tecnologie. L’innovazione 4.0 comporta impatti sull’organizzazione, sulla progettazione, sulla logistica, sulla gestione della subfornitura. Integrazione è la parola chiave”.

Tanti gli ospiti come Enrico Pisino, capo del settore Innovation del gruppo FCA e presidente del Cluster Trasporti Italia 2020, la deputata Maria Chiara Carrozza ex ministro di Istruzione, Università e Ricerca e vari esponenti delle associazioni di categoria imprenditoriali e sindacali tra cui Confindustria, CNA e CGIL.

La Rete Città dei Motori – che rappresenta 26 comuni, 2 province e 3 musei rappresentativi del patrimonio motoristico italiano – sarà protagonista, nella giornata di giovedì, di un incontro dove

il suo Presidente e Sindaco di Maranello Massimiliano Morini parlerà del valore e delle prospettive del made in Italy motoristico e durante il quale saranno presentati i prodotti e gli strumenti innovativi che la rete ha messo al servizio dei suoi territori perché – ha sottolineato il delegato dell’associazione Città dei Motori per il comune di Pontedera Eugenio Leone – è “non solo un modo per far conoscere la rete delle Città dei Motori e realizzare iniziative comuni tra aziende e territorio valorizzando le innovazioni di cui le nostre città sono foriere ma è una grande occasione per tutta la vasta area di cui Pontedera fa parte integrante, per valorizzare la sua forte vocazione motoristica, oggi anche robotica. Dove abbiamo il dovere di connettere non solo Piaggio ma Continental, Pierburg, Magna Closures e tante aziende più piccole del cosiddetto indotto, con i grandi centri di ricerca dell’Università di Pisa e con la scuola Superiore Sant’Anna”.

 

MM