Domenica decisiva in casa Pirelli. Nella serata del 22 marzo, è stato firmato l’accordo con il colosso chimico cinese ChemChina, il quale assorbirà la maggioranza dell’azienda italiana leader mondiale nella produzione di pneumatici.

Il numero uno del gruppo, Marco Tronchetti Provera, si è espresso subito in favore dell’ “approccio al business e della visione strategica” dei soci di ChemChina, affermando che questi “”garantiranno lo sviluppo e la stabilità di Pirelli”. Clausola imprescindibile dell’accordo è il vincolo all’italianità dell’azienda. Il gruppo Camfin, che attualmente possiede il 26,2% di Pirelli ed è composto dagli italiani Intesa Sanpaolo, Unicredit e proprio Tronchetti Provera, per poter cedere a terzi la proprietà intellettuale di Pirelli dovrà fare leva su una maggioranza rafforzata che superi il 90% del capitale. Per questo, la vendita avverrà attraverso un sistema tecnico complesso di cessioni e acquisizioni, che necessita della costituzione di una nuova società, alla quale Camfin venderà la sua quota e della quale farà parte anche ChemChina.

Nell’accordo, presenti anche progetti futuri per l’evoluzione degli pneumatici industriali. Previsto il raddoppio dei volumi per il mercato relativo a camion e trattori (Pirelli truck), da 6 a 12 milioni di gomme, per diventare il quarto produttore mondiale di gomme per camion combinandosi con Aeolus Tyre di ChemChina. Pirelli Tyre, che invece si occuperà di auto e moto, potrebbe tornare a quotarsi in borsa nei prossimi quattro anni.

Chiara Ingrosso

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